Per i più ambiziosi il mito da inseguire è Ferran Adrià, il guru della gastronomia molecolare. Per chi ha aspirazioni più modeste, basterebbe qualche comparsata tra i fornelli della 'Prova del cuoco”. Poi ci sono gli aspiranti sommelier, i barman, i capi sala delle navi da crociera. E così, affascinati dalla Tv, decine di ragazzi scelgono come condizione di studio l'Istituto alberghiero.
Stiamo assistendo a un boom di iscrizioni al 'Vespucci”, al 'Porta”, al 'Frisi”e al 'Lagrange” dove pare ci siano 130 ragazzi in lista d'attesa. I quattro alberghieri di Milano scoppiano. Così anche l'”Olivetti” di Monza. Le classi nel prossimo settembre supereranno abbondantemente i 25 alunni ciascuna. Il miraggio dei giovani sono gli alberghi, i ristoranti, i villaggi turistici, le navi da crociera con buoni stipendi e la possibilità di viaggiare e fare una bella vita.
Questi ragazzi non si rendono conto di quanto sia difficile lavorare in una cucina o in un hotel. Guardano gli chef in televisione e pensano che tutto sia facile. Ma stiano attenti: per tutta la vita dovranno faticare.
Intanto anche le scuole professionali cambiano. Come auspicato più volte dalla Federazione italiana cuochi, pare che l'istruzione professionale non passerà alla Regioni. è stato il governo a spingere in questo senso dopo aver sentito le diverse opinioni della società civile e accolto le preoccupazioni dei docenti degli Istituti tecnici e professionali. Non solo, il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha fatto inserire nel disegno di legge, varato per le liberalizzazioni, altre modifiche sostanziali. Vengono istituiti i 'poli tecnico-professionali” che vedranno uniti gli Istituti tecnici con quelli professionali, le strutture regionali accreditate e i nuovissimi Istituti tecnici superiori ove si potranno conseguire gli attuali Ifts.
Saranno diminuiti gli attuali indirizzi di studio e si rivedrà il monte ore che sarà diminuito. Senza nessun timore per le aree professionalizzanti, per i laboratori e gli stages.

Sergio Mei