Tra Ais e Asi è ormai guerra aperta: sfida nel mondo, ma anche in italia
Francamente in pochi avrebbero auspicato un simile scenario, ma nel mondo del vino, invece delle auspicate convergenze capaci di dare più forza e credibilità a tutti gli operatori professionali, si assisterà a un conflitto lacerante. La decisione dell'Ais (Associazione italiana sommelier) di rompere con l'Asi (l'Associazione internazionale dei sommelier), di cui era una delle componenti di maggiore peso, e fondare la Worldwide Sommelier Association (Wsa) per sfidare a livello mondiale proprio l'Asi sta creando una serie di ripercussioni in Italia e a livello internazionale.
L'Ais ha giustificato la sua rottura con l'associazione internazionale spiegando che vuole rafforzare l'identità professionale della categoria, trovando alleati in questa strategia l'American sommelier association (un'organizzazione presente soprattutto a New York ed espulsa nel 2003 dall'Asi, quando anche l'Ais venne sospesa per 2 anni) e, pare, l'associazione spagnola.
Per l'Asi è sceso direttamente in campo il presidente, il greco Kostas Touloumitzis, che ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro l'attuale vertice dell'Ais chiamando direttamente in causa Franco Ricci, il delegato regionale Ais del Lazio, nonché il direttore editore di Bibenda, definendolo «il dominus che controlla l'Ais. Voglio ringraziare pubblicamente Franco Ricci & company, perché finalmente l'Associazione italiana sommelier si è dimessa dall'Asi e quindi ora potremo intervenire per far nascere in Italia una vera associazione professionale di sommelier».
Una vera e propria dichiarazione di guerra con cui Touloumtzis, sommelier e ristoratore, replicare alle accuse dell'Ais di non essere stato in grado di gestire al meglio alcuni eventi internazionali o di non avere saputo raccogliere adeguate risorse finanziarie per sostenerli. Un modo indiretto per difendere anche Giuseppe Vaccarini (già presidente Asi ed Ais e attualmente direttore dell'organizzazione internazionale) che è punto di riferimento dei sommelier dell'Ais in disaccordo con l'attuale presidente Terenzio Medri e con le strategie di Franco Ricci.
A causa di contrasti tutti italiani si prospetta quindi uno scenario in cui gli italiani dell'Ais, attraverso la neonata Wsa, sfidano l'Asi a livello mondiale, mentre l'Asi, per parte sua, annuncia che si muoverà per sfidare la leadership dell'Ais in Italia. Significative in proposito le dichiarazioni di Kostas Touloumitzis: «Fino a quando l'Ais aderiva all'Asi, avevamo l'obbligo di difenderla, anche se da tempo ne contestavamo la gestione asservita. Ora che in Italia non esiste più un'associazione da noi riconosciuta potremo finalmente aiutare apertamente la creazione di una seria organizzazione professionale. Io ammiro la passione per il vino di tutti gli amatori, ma l'Ais non è affatto un'associazione professionale. Perché un'associazione professionale funzioni non servono 30mila soci, ne bastano anche cento, purchè siano professionisti seri che si occupano davvero del presente e del futuro della professione. E credo che li troveremo, anche all'interno dell'Ais, fra gli stessi quadri che ci scrivono per lamentarsi di una situazione divenuta insostenibile». E ciò mentre di tutto avrebbe bisogno oggi il mondo del vino e della ristorazione in Italia, meno che di lotte di potere ed interessi.

