Se c'è uno chefsperimentatore questo è Fulvio Pierangelini (due stelle Michelin, tre medaglie della Guida del Touring Club Italiano, tre forchette del Gambero Rosso, tre stelle della Guida Veronelli), patron del ristorante 'Gambero rosso” di San Vincenzo (Livorno). Pur avendo il mare sotto gli occhi e un crostaceo per nome, il suo locale non è un ristorante dove si serve pesce nell'accezione letterale del termine.
 Vi si cucinano indistintamente prodotti e specialità di mare e di terra, sempre però con una tendenza 'al bello” del risultato fi nale. Lo chef ha creato ricette utilizzando sempre ingredienti diversi: dal piccione che prepara alle tre cotture, alla gallina livornese passando per la cinta senese.
Ma non solo, è anche uno scopritore e conoscitore di vini italiani ed esteri nonché produttore di un eccellente olio di oliva extravergine. Nato a Roma nel 1953 vive da decenni in Toscana con la moglie Emanuela che si occupa della sala da pranzo.
In 25 anni di carriera ha sperimentato varie mode culinarie, dalla nouvelle cuisine alla cucina molecolare.
Senza in alcun modo farsi incasellare in nessuno di questi movimenti. Pierangelini, come tutti quelli che hanno un carattere forte e carismatico, è un personaggio esigentissimo. Per nulla diplomatico, ha sempre pagato in prima persona le conseguenze delle sue scelte sia in positivo che in negativo.
Artigiano dell'Alta cucina, classicissimo nel vestire di gioiosa importanza ogni sua creazione, ha fatto del suo 'Gambero rosso” un punto di riferimento per tutti coloro che in un piatto cercano anche un'idea in grado di saziare lo spirito oltre che di nutrire il palato.


Sergio Mei