La certificazione e la qualità in lavanderia
I locali, i ristoranti e i servizi di ospitalità affidano nella quasi totalità la gestione del tessile alla lavanderia, sia per il noleggio di tovagliato e lenzuolame sia per il lavaggio di articoli presenti negli esercizi, quali tende, tappeti e quant'altro richieda l'intervento di uno specialista.
La lavanderia industriale è una complessa realtà gestita da professionisti con macchinari, impianti e tecnologie dedicate alla gestione di un servizio che ha anche un grosso impatto sull'ambiente, vista la quantità d'acqua necessaria al ciclo produttivo e quindi la sua conseguente depurazione, prima di immetterla nella rete fognaria. Si parla di un settore, quello della lavanderia, che conta in Italia circa 600 imprese con un numero di oltre 15.000 dipendenti. E si parla di un'incalcolabile quantità di noleggiatori, piccole realtà prevalentemente gestite da singole persone che si affidano ad altri per la manutenzione dei tessili. Il ristoratore, fino a ora, difficilmente si è interessato al mondo e all'iter che sta 'dietro” alla biancheria che gli viene consegnata.
Le sue attenzioni e preoccupazioni si fermano alla scelta del coordinato, del colore che più lo aggrada e, non ultimo, al costo del servizio. Buona norma sarebbe verificare con chi in futuro si intraprenderà un cammino di collaborazione, visitare lo stabilimento e vedere di quali strumenti l'azienda in questione si è dotata, per dare una qualità costante nel tempo. Occorre valutare attentamente l'azienda alla quale si intende affidare una parte non indifferente dell'immagine del locale.
Alcune lavanderie hanno da tempo intrapreso una strada difficile e onerosa che ha come obiettivo il miglioramento del servizio, passando anche attraverso il rispetto delle norme, non ancora obbligatorie, delle svariate certificazioni che riguardano il settore.
Per esempio la norma Uni En Iso 9001:2000 (qualità di tutte le attività aziendali), la Uni En Iso 14001:2004 (ambientale), la Ohsas 18000:1999 (salute e sicurezza sul lavoro), la Uni En 14065:2004 (sistema di controllo della biocontaminazione).
Queste aziende, mostrando sensibilità e lungimiranza, contribuiranno a far crescere il livello qualitativo dei locali.
Angelo Reghenzi
La lavanderia industriale è una complessa realtà gestita da professionisti con macchinari, impianti e tecnologie dedicate alla gestione di un servizio che ha anche un grosso impatto sull'ambiente, vista la quantità d'acqua necessaria al ciclo produttivo e quindi la sua conseguente depurazione, prima di immetterla nella rete fognaria. Si parla di un settore, quello della lavanderia, che conta in Italia circa 600 imprese con un numero di oltre 15.000 dipendenti. E si parla di un'incalcolabile quantità di noleggiatori, piccole realtà prevalentemente gestite da singole persone che si affidano ad altri per la manutenzione dei tessili. Il ristoratore, fino a ora, difficilmente si è interessato al mondo e all'iter che sta 'dietro” alla biancheria che gli viene consegnata.
Le sue attenzioni e preoccupazioni si fermano alla scelta del coordinato, del colore che più lo aggrada e, non ultimo, al costo del servizio. Buona norma sarebbe verificare con chi in futuro si intraprenderà un cammino di collaborazione, visitare lo stabilimento e vedere di quali strumenti l'azienda in questione si è dotata, per dare una qualità costante nel tempo. Occorre valutare attentamente l'azienda alla quale si intende affidare una parte non indifferente dell'immagine del locale.
Alcune lavanderie hanno da tempo intrapreso una strada difficile e onerosa che ha come obiettivo il miglioramento del servizio, passando anche attraverso il rispetto delle norme, non ancora obbligatorie, delle svariate certificazioni che riguardano il settore.
Per esempio la norma Uni En Iso 9001:2000 (qualità di tutte le attività aziendali), la Uni En Iso 14001:2004 (ambientale), la Ohsas 18000:1999 (salute e sicurezza sul lavoro), la Uni En 14065:2004 (sistema di controllo della biocontaminazione).
Queste aziende, mostrando sensibilità e lungimiranza, contribuiranno a far crescere il livello qualitativo dei locali.
Angelo Reghenzi

