Perché nel nostro Paese non esiste un ministero del Turismo, anche se questa proposta è un controsenso nel momento in cui si vogliono ridurre i dicasteri in Italia? Con queste riflessioni si è svolta, in occasione di Host, il Salone internazionale dell'ospitalità professionale nella sala Acquarius della nuova Fiera di Milano, la 41a Giornata del direttore d'albergo con il patrocinio del Comune di Milano in collaborazione con Solidus, (Associazione professionale di ospitalità). Soffre la montagna, vanno come sempre bene le spiagge, se la cavano le città d'arte e il turismo d'affari.
Però non fanno testo le foto ferragostiane degli esodi autostradali, aeroportuali e ferroviari. Il bilancio si fa su 12 mesi e continua a segnare crescita zero. Il turismo contribuisce al Pil dell'Italia con un fatturato di 120 miliardi di euro che diventano 200 se si considerano i settori che forniscono prodotti (alimentari e non), servizi e tecnologie all'intero settore della ricettività, della ristorazione, dei servizi finalizzati al turismo oltre alle spese voluttuarie legate alle 340 milioni di presenze che si registrano ogni anno.
Il turismo italiano direttamente o indirettamente dà lavoro ad almeno due milioni di persone oltre a un migliaio di cittadini stranieri che operano in Italia. Paese secondo al mondo per offerta ricettiva con 4.250.000 posti letto, quarto per incassi dal turismo internazionale, terzo aggiungendo l'incidenza del mercato interno, rischia oggi di scendere al quinto posto.
Il turismo italiano ha bisogno di un progetto che investa sull'accoglienza (porti, aeroporti regionali per i voli low cost, ferrovie secondarie e metro regionali, parcheggi di connessione, città senza auto, trasporti cittadini su rotaie o elettrici), sull'ospitalità (categorie alberghiere legate alla qualità, certificazioni di sicurezza, igiene, mobilità e arredo urbano estesi al territorio), sulla formazione (corsi di laurea in gestione manageriale degli alberghi, della ristorazione e del territorio), sul lavoro (sviluppo di nuove professionalità, miglioramento dei livelli contributivi), sul territorio (risparmio energetico, turismo ecocompatibile).
Pertanto ecco partire una petizione per la costituzione di un ministero del Turismo, dell'accoglienza e dell'ospitalità che focalizzi gli investimenti e gli sforzi di Enti locali e privati come negli Usa, Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Austria, i nostri maggiori competitori. Ne hanno parlato in un dibattito moderato da Renato Andreoletti, direttore della rivista 'Hotel Domani”, il presidente nazionale dell'Associazione direttori d'albergo Franco Arabia e regionale Piero Rotolo, quello di Solidus Franco Alzetta (nella foto), l'assessore al Turismo di Milano Massimiliano Orsatti, il presidente della Federalberghi Lazio Walter Pecoraro, Roberto Lavorini della Iulm di Milano, il tour operator aostano Cleto Benin presidente di Eurotravel, Antonio De Septis del centro studi manageriali Ada, Josep Ejarque direttore del Turismo Friuli Venezia Giulia e organizzatore di Barcellona Olimpica, Jean Marc Droulers amministratore del Grand Hotel Villa d'Este di Cernobbio e Paolo Provasoli, delegato del Dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri.

Marino Fioramonti