Il Parlamento europeo ha approvato lo scorso 16 maggio un regolamento che disciplina le diciture di carattere nutrizionale e salutistico sulle etichette dei prodotti alimentari. La norma sarà operativa solo a fine 2006, dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri e la pubblicazione sulla 'Gazzetta Ufficiale”. Si tratta di un regolamento importante perché stabilisce regole identiche per i vari Paesi dell'Unione. «Il provvedimento è destinato a rivoluzionare la situazione attuale - spiega Giuseppe De Giovanni, esperto del ministero dello Sviluppo economico - perché non ammette la presenza di indicazioni generiche sulle etichette ma solo diciture determinate sulla base di parametri precisi scientificamente validi. Nulla è affidato al caso e il consumatore viene così finalmente tutelato».

 Attualmente le norme sono molto elastiche, per cui i produttori possono evidenziare nella pubblicità e sulle confezioni l'assenza di zucchero, il ridotto tenore di sale, la minor presenza di grassi, senza però alcun riferimento scientifico. L'aspetto più importante è che per la prima volta è stata coinvolta un'autorità scientifica (l'Efsa) per valutare i dossier delle aziende e supportare la validità dei 'claims” salutistici. La scansione dei tempi è rapida visto che entro 12 mesi dall'entrata in vigore l'Efsa e le autorità sanitarie nazionali dovranno riesaminare i dossier dei prodotti in commercio. Per capire le novità basta dire che le sostanze nutritive evidenziate nell'etichetta dovranno essere presenti in quantità tale da produrre un effetto concreto sull'organismo. Con questo provvedimento la Ue fa un deciso passo avanti a favore dei consumatori ma gli addetti ai lavori sanno che la comprensione delle etichette resta un argomento difficile.

Una ricerca del 2005 dell'Ufficio europeo delle organizzazioni dei consumatori, intervistando 3 mila persone di 5 Paesi, evidenzia come il 60% incontri difficoltà a localizzare l'elenco degli ingredienti. Il 70% non comprende i termini scientifici, mentre i due terzi si lamentano per i caratteri tipografici troppo piccoli. Le problematiche sull'interpretazione sono accentuate perché le diciture sono decisamente aumentate. Considerando le informazioni nutrizionali, le avvertenze sugli allergeni, la descrizione dei metodi di conservazione e le diciture volontarie è normale superare le 20 voci e risulta impossibile semplificare la terminologia, ma si possono trovare soluzioni grafiche più leggibili.

n.f.