A volte è una sfumatura ma occorre essere consapevoli dei prodotti alimentari anche in rapporto alle etichette. Infatti, vi sono spesso piccole differenze che denotano più che altro la qualità del prodotto. L'Unione nazionale consumatori ha raccolto alcuni esempi. Risotto al tartufo: potrebbe esserci solo l'aroma del tartufo.

Risotto con tartufo: c'è il tartufo indicato in percentuale, magari pochissimo e con l'aggiunta di aroma.

Gnocchi con patate: le patate non sono preponderanti.

Gnocchi di patate: le patate sono preponderanti.

Aromi naturali: sono ricavati da materie prime alimentari.

Aromi: sono artificiali, nel senso che sono costruiti in laboratorio copiando la molecola dell'aroma naturale.

Aranciata: ha almeno il 12% di succo d'arancia.

Bibita al gusto di arancia: contiene solo l'aroma all'arancia.

Cioccolato al latte: ha come minimo il 25% di cacao.

Cioccolato comune al latte: il cacao scende al 20%.

Strudel: le mele sono poche.

Strudel di mele: le mele sono di più.

Burro: è fatto con il siero di latte.

Burro tradizionale: è fatto solo con la crema di latte.

Prosciutto crudo: fatto alla svelta con stagionatura nella stufa.

Prosciutto crudo stagionato: stagionato senza stufatura per almeno 7 o 9 mesi.

Prosciutto cotto di alta qualità: è più qualitativo in base al tasso di umidità e alla composizione.

Prosciutto cotto scelto: è di qualità inferiore al precedente.

Prosciutto cotto: è quello meno qualitativo.