Anche l'Arthob ha preso posizione riguardo alla forte polemica relativa alla possibile approvazione da parte della Comunità economica europea dell'uso di addizionare il vino con trucioli di legno, per simulare i processi di invecchiamento naturale in botte. Secondo il presidente Arthob, Beppe Dattoli, questa pratica aggiungerebbe solamente gli aromi del legno al vino, senza l'intervento qualificante di tutti i fattori che invece sono sviluppati durante l'invecchiamento tradizionale in botte. Con l'Arthob hanno preso posizione in questo senso l'Associazione della stampa agroalimentare, diversi produttori di primo piano e la Fisar. La proposta di questi organismi è quella di inserire i vini ottenuti con questo procedimento nella categoria dei vini aromatizzati. Il problema riguarda anche la commercializzazione nei Paesi Cee dei vini provenienti da altre Nazioni, dove l'uso dei trucioli è autorizzato e che fino ad oggi sono venduti senza nessuna particolare indicazione in etichetta. Il segretario dell'Arthob, Fabio Loda, fa notare come tutto questo naturalmente vada ad aggiungersi alle varie iniziative nelle quali l'associazione si è impegnata negli anni, a salvaguardia della tipicità e genuinità dei prodotti tipici italiani e bresciani, che sono poi anche quelli che dettano e costituiscono la base della proposta enogastronomica di cui i ristoranti sono i principali attori. Questa genuinità nei nostri tempi è sempre più messa in pericolo dalle strategie della speculazione commerciale, fanno notare i dirigenti Arthob, delle quali si pensa faccia parte anche questa pratica enologica che ha come unico scopo la riduzione dei costi per la produzione del vino. I ristoratori della provincia di Brescia sostengono con forza la posizione assunta dall'Arthob.
Carlo Bresciani