Dal 15 giugno 2006 è possibile vendere in Italia confezioni di pomodoro solo se queste indicano, in etichetta, la zona di provenienza e la nazionalità della materia prima. Lo stabilisce un decreto interministeriale. Inoltre - informa la Confagricoltura - l'Agenzia delle dogane sarebbe sul punto di vietare la pratica che consente l'importazione dalla Cina di pomodoro concentrato per la lavorazione temporanea nelle nostre industrie e la successiva riesportazione verso i Paesi terzi di una quantità di prodotto 'equivalente”. Ora le Dogane sarebbero orientate ad autorizzare la lavorazione temporanea solo a patto che il prodotto finito sia esso stesso riesportato. Si limita così la presenza nel mercato interno, di pomodoro trasformato originario dei Paesi terzi. «Un piccolo passo - commentano in Confagricoltura - ma sicuramente nella direzione giusta se si vuole salvaguardare il futuro di un settore che sta affrontando una crisi senza precedenti».