Come evitare le stragi del sabato sera e tutte le altre conseguenze negative dovute all'abuso di alcolici nei locali di tendenza frequentati dai giovani? Se lo chiede l'Associazione italiana barmen e sostenitori, che ha stilato un documento in cui suggerisce una strategia per affrontare il problema. Secondo l'Aibes vi è la reale necessità di una maggiore collaborazione tra istituzioni, enti e associazioni per spiegare ai giovani, con una corretta campagna, che chi guida non deve mai bere alcolici. Altri suggerimenti riguardano l'opportunità di istituire un servizio taxi notturno anche nei piccoli centri urbani, per evitare ai ragazzi di guidare in stato di ebbrezza e, soprattutto, una gestione del bar nelle discoteche e negli altri locali di divertimento, che sia affidata a barman professionisti e non a baristi improvvisati. I rischi maggiori per la salute sono legati alla qualità degli alcolici e al loro dosaggio nei cocktail, fattori tenuti in scarsa considerazione da chi lavora solo saltuariamente dietro il bancone, ma fondamentali per il professionista, che non presterà attenzione a richieste del tipo 'fammi la bomba” o 'caricalo bene”. L'Aibes fa sapere che i drink più gettonati non devono mai ammettere più del 20-30% di alcool. Ad esempio, una caipiroska in bicchiere con capienza di 25-30 cl, deve avere un dosaggio tra i 4 e i 6 cl di vodka secca; per un mojto si consigliano 4-6 cl di rhum chiaro, un negroni avrà 6,5-7,5 cl di alcool tra gin (2,25 cl), vermouth rosso (2,25 cl) e bitter (2,25 cl), da diluire con una consistente quantità di ghiaccio. Un barman professionista rappresenta, quindi, una garanzia sia per il cliente sia per il gestore del locale. Per riconoscerlo basterà chiedergli se è un barman iscritto all'Aibes, associazione presente su tutto il territorio nazionale, che svolge attività di formazione, sensibilizzando i propri associati a lavorare in modo corretto e responsabile.