Molti formaggi importati in Italia ancora freschi vengono stagionati da grossisti che li commercializzano, con nuova etichettatura, come prodotti nazionali. Ma nonostante l'inganno per il consumatore, in base alla legge sull'etichettatura, l'Ue non sanziona tale pratica. Il fenomeno presenta, tuttavia, ulteriori irregolarità: i formaggi esteri sono spesso ottenuti mediante pratiche da noi proibite, come l'impiego di latte in polvere ricostituito e acido citrico o acetico; molte mozzarelle sono prodotte con latte in polvere e additivate perfino con biossido di titanio per renderle bianche; per produrre la mozzarella di bufala campana dop alcuni caseifici si giovano di semilavorati importati da Bulgaria e Romania, inoltre, nella sua produzione è ancora frequente la frode di impiegare latte di vacca, più economico, in percentuali che variano dal 5 al 100%.