La concorrenza cinese mette a rischio anche la passata di pomodoro italiana. Facendo leva sul prezzo - hanno rilevato operatori, tecnici e studiosi nel corso di un convegno internazionale organizzato da CremonaFiere -, una delle produzioni tradizionali del Belpaese nei prossimi anni potrebbe subire un notevole ridimensionamento. Pechino nei prossimi 12 mesi prevede di portare la produzione di pomodoro fresco a 34.9 milioni di tonnellate (+2%), di esportare 722.500 t di passata (+6%) con un aumento nell'export di pomodoro in scatola del 60% per complessive 13mila tonnellate. La produzione italiana nel 2006 scenderà del 17%, fermandosi a 5.3 milioni di tonnellate, ma c'è da considerare l'annata record precedente. Il prodotto trasformato calerà considerevolmente (tra il 15 e il 25%) soprattutto a causa della concorrenza cinese. Per contro, le esportazioni di pomodoro in scatola e di salse crescerà, rispettivamente, del 18% e del 5%, mentre stabili resteranno le esportazioni di passata. Cali di produzione sono previsti anche in Francia (-1%), Grecia (-12%) e Spagna (-14%), la quale aumenterà, invece, le esportazioni di prodotto trasformato del 20%.