Il decreto del 18 novembre 2005, che regola l'emissione dei buoni pasto, immediatamente esecutivo, anche se in attesa di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, definisce con esattezza tutti gli elementi del mercato, fissa i requisiti delle società di emissione, degli esercizi che forniscono il servizio sostitutivo di mensa e le caratteristiche dei buoni stessi. Cambiano i criteri per l'aggiudicazione delle gare: non si sceglierà solo la società che propone lo sconto più forte, ma anche quella che applica le commissioni più leggere. Il punteggio massimo sarà assegnato all'offerta con il prezzo più basso e con il rimborso del buono pasto più elevato all'esercizio convenzionato.
All'assegnazione del servizio - che non si svolgerà più con le aste telematiche - contribuirà inoltre la capacità di attivare il maggior numero di convenzioni con gli esercizi. è stato fissato in 45 giorni dalla data di ricevimento della fattura il termine massimo di pagamento dei buoni pasto alle società di emissione. I nuovi criteri sono stati recepiti per la prima volta nell'ultima gara Consip per i buoni pasto dei lavoratori pubblici, che ha visto prevalere la società Qui Ticket con un'offerta che prevede una commissione massima a carico degli esercenti del 3%. «Si tratta di un provvedimento fortemente atteso da oltre 2 milioni di lavoratori e da 90 mila imprese di pubblico esercizio - dichiara Edi Sommariva, direttore generale Fipe- Confcommercio - che ridà fiducia a un mercato che stava rischiando il collasso. Va dato atto al Ministro Scajola di avere saputo interpretare il disagio di un mercato di oltre 2,5 miliardi di euro, fornendo la risposta politica a suo tempo richiesta e contemperando i molteplici interessi in gioco sia economici che sociali. Spetta ora agli attori di questo mercato - conclude Sommariva - applicare le nuove regole con immediatezza ma soprattutto con comportamenti virtuosi e coerenti con l'obiettivo fondamentale di un provvedimento che vuole ridare potere d'acquisto ai consumatori e garantire i diritti a quelle imprese di pubblico esercizio, che ogni giorno soddisfano attraverso i buoni pasto le esigenze alimentari di tanti lavoratori».