Se è vero che in passato le donne sono sempre state 'cuciniere” capaci ma mai cuoche di prim'ordine, oggi, fortunatamente, non è più così. Un tipico esempio è quello della giovane chef bellunese Paola Budel, ma residente a Milano, che poco più che trentenne vanta esperienze presso grandi cuochi (fra cui Gualtiero Marchesi, Davide Oldani, Enzo Deprà), una solida base e tanta capacità organizzativa. Crede in una cucina pulita, corretta, che sappia valorizzare in modo armonioso i gusti della materia prima da esprimere sempre ai massimi livelli. In particolare, crede alle potenzialità della cucina italiana che deve saper mediare fra creatività e tradizione, senza voli pindarici né inutili banalizzazioni.

Cucina da sempre - ha confessato in un'intervista - perché proviene da una famiglia numerosa e spettava a lei il compito di sfornellare per i fratelli. A Milano ha lavorato per alcuni anni come capace chef executive all'Hotel Principe di Savoia, riorganizzando su basi diverse tutto il concetto di gastronomia alberghiera e del banqueting che, fatto cento il valore della ristorazione, rappresenta quasi il 70% della potenziale clientela. Ora è spesso chiamata, come chef freelance, ad allietare serate per aziende e manifestazioni. L'ultima delle quali alla Terrazza Martini in occasione della presentazione di una ricerca commissionata dall'Istituto valorizzazione salumi italiani, su 'Donne & Food”. In questo frangente è stato presentato anche il suo libro sul maiale, edito dalla Bibliotheca Culinaria.

Sergio Mei