Cotone e tovaglie, dagli antichi romani in tavola
Da quasi 8.000 anni l'uomo utilizza il cotone per realizzare tessuti. Nell'antica Babilonia, il tessuto di cotone era considerato prezioso, tanto da essere chiamato 'oro bianco”. Oggi il cotone rappresenta il 45% dei consumi mondiali di fibre tessili e, nelle varie tipologie di coordinati, nella stragrande maggioranza dei tovagliati nei ristoranti italiani. Nell'antica Roma comparirono i primi tipi di tovaglie: erano tappeti spessi che attutivano i rumori e assorbivano i liquidi. Nel Medioevo si diffuse l'utilizzo delle tovaglie bianche e talvolta profumate, anche sovrapposte, in tinte diverse, per intonarsi al colore delle pietanze servite.
Non ancora usati i tovaglioli: i commensali pulivano le mani sul pelo dei cani oppure, più tardi, nelle stesse tovaglie. Ne venivano messe anche quattro una sopra l'altra e nei banchetti, tra una portata e l'altra, si toglievano le tovaglie sporche. Sempre nel Medioevo, una soluzione molto diffusa e graditissima ai poveri era la 'tovaglia di pane”: si mangiava su un sottile strato rettangolare di pasta, una specie di pizza, sulla quale si tagliava la carne e si lasciava colare il sugo, pulendosi poi le mani con un po' di mollica intatta; quel che restava veniva dato ai poveri che aspettavano alla porta. Con il Rinascimento e Il Barocco apparecchiare la tavola, nelle case dei signori, divenne un'arte.
Arrivano in tavola i lini, cioè i tovaglioli, la forchetta ancora no, ma proprio perché non c'era la forchetta ci si sporcava molto le mani e quindi c'era la necessità di pulirsi. Dalla fine del Settecento, dopo pizzi, merletti e damaschi, si ritorna alle tovaglie bianche e lisce, ancora oggi un classico. Un'ultima curiosità, qualcuno ipotizza che la Sacra Sindone conservata a Torino sia al tempo stesso il lenzuolo della sepoltura di Gesù e la tovaglia utilizzata per l'Ultima Cena.
Angelo Reghenzi
Non ancora usati i tovaglioli: i commensali pulivano le mani sul pelo dei cani oppure, più tardi, nelle stesse tovaglie. Ne venivano messe anche quattro una sopra l'altra e nei banchetti, tra una portata e l'altra, si toglievano le tovaglie sporche. Sempre nel Medioevo, una soluzione molto diffusa e graditissima ai poveri era la 'tovaglia di pane”: si mangiava su un sottile strato rettangolare di pasta, una specie di pizza, sulla quale si tagliava la carne e si lasciava colare il sugo, pulendosi poi le mani con un po' di mollica intatta; quel che restava veniva dato ai poveri che aspettavano alla porta. Con il Rinascimento e Il Barocco apparecchiare la tavola, nelle case dei signori, divenne un'arte.
Arrivano in tavola i lini, cioè i tovaglioli, la forchetta ancora no, ma proprio perché non c'era la forchetta ci si sporcava molto le mani e quindi c'era la necessità di pulirsi. Dalla fine del Settecento, dopo pizzi, merletti e damaschi, si ritorna alle tovaglie bianche e lisce, ancora oggi un classico. Un'ultima curiosità, qualcuno ipotizza che la Sacra Sindone conservata a Torino sia al tempo stesso il lenzuolo della sepoltura di Gesù e la tovaglia utilizzata per l'Ultima Cena.
Angelo Reghenzi

