I SOMMELIER DEL LUSSO, I MIGLIORI DEL 2005
è Ivan Corocher, veneto, 28 anni, restaurant manager dell'Hotel Principe di Savoia di Milano, il miglior sommelier della Lombardia 2005. Al secondo posto si è classificato Michele Garbuio, classe 1977, che lavora anche lui al Principe di Savoia come chef sommelier, mentre al terzo posto è arrivato Salvatore Ferrara, napoletano, ventottenne, sommelier professionista del Westin Palace Hotel di Milano. Una curiosità: Principe di Savoia e Westin Palace distano tra loro poche decine di metri, visto che entrambi si affacciano sulla centralissima piazza della Repubblica. Anche quest'anno il tradizionale concorso organizzato dall'Ais regionale si è tenuto nell'Oltrepò Pavese al Wine Point di Montescano, di proprietà della Cantina La Versa che festeggia proprio quest'anno il centenario. Ai tre vincitori abbiamo chiesto cosa significa essere sommelier di grandi alberghi. Per Ivan Corocher, che si è fatto le ossa quattro anni al Savoy di Londra, «i Grand Hotel hanno la possibilità di avere cantine con centinaia di etichette di vini italiani, francesi, europei e del nuovo mondo che molti ristoranti non si possono permettere, e questo facilita molto la scelta e il lavoro dei sommelier”. Per Michele Garbuio, due anni allo Stafford Hotel e altri due al Dorcester di Londra, «il sommelier di un grande albergo è stimolato professionalmente perché costretto a confrontarsi con una clientela più esigente e più sofisticata di quella dei ristoranti tradizionali. E in più, diciamo, deve possedere un po' di doti diplomatiche che non guastano mai». Per Salvatore Ferrara, infine, con esperienze al Savoy di Londra e al Royal di Lugano, «si diventa sommelier d'albergo dopo aver fatto gavetta nei ristoranti tradizionali. Nel mio caso a iniziarmi al mondo del vino è stato il ‘Villa Crespi' di Orta San Giulio, che vanta una stella Michelin». La prova scritta - un questionario con una quarantina di domande di enologia ed enografia nazionale e internazionale - ha selezionato i tre finalisti su una rosa di oltre trenta candidati, che hanno poi affrontato le prove pratiche: degustazione cieca di un bianco, di un rosso, di un dessert e di un distillato; prova tecnica di servizio e di degustazione di un vino d'annata; correzione di una carta dei vini; prova di abbinamento cibo/vino sulla base di un menu.
Marino Fioramonti

