Nel Regno Unito operano ben 5mila ristoranti italiani. Nella maggior parte si tratta di attività aperte a cavallo delle due guerre dai nostri emigranti. Questi ristoranti, negli ultimi anni, hanno avuto un nuovo impulso grazie soprattutto all'immagine dell'italian style nel mondo e al successo dei vini italiani. Oltre la Manica, la cucina made-in Italy è culto già da diversi anni e lo dimostrano le numerosissime mostre, organizzate dal Victoria & Albert Museum e dal Design Museum, dedicate all'arte dei nostri chef e che sono diventate veri e propri eventi mondani per il jet-set londinese. La cucina italiana fa scuola in tutto il mondo e la notizia non è certo nuova. Un primato che si ottiene, secondo Gualtiero Marchesi: «..se i cuochi hanno una vera professionalità e la padronanza delle tecniche culinarie in modo da preservare anche quando si fa innovazione, il legame con la tradizione». Londra con la sua naturale attitudine a creare mode e a stabilire tendenze, conserva anche la caratteristica (retaggio dell'Impero evidentemente) di impossessarsi di tutto ciò che venera, compresa la cucina italiana. Per questo non è raro imbattersi in 'ragù alla bolognese” a base di pomodoro e peperoni (e la carne dov'è finita?), lasagne con tanto di uovo fritto adagiato nel centro… «Orrore!» verrebbe da esclamare, gridando all'oltraggio. Ma si badi bene, si tratta di un vero tributo, nelle intenzioni, anche se i risultati lasciano a desiderare. Lo dimostrano i ristoranti italiani, sempre pieni, nel Triangolo della City. Del resto si sa, gli Italiani lo fanno meglio… E proprio per celebrare questo successo, una delegazione dell'Associazione ristoranti, trattorie, hostarie bresciane (Arthob) ha compiuto una vera e propria missione diplomatica nella capitale britannica, dove ha avuto luogo il gemellaggio tra i ristoratori bresciani ed Umberto Vezzoli (cuoco anch'egli bresciano), per l'inaugurazione del suo nuovo ristorante 'Del Fiore”, sulla centralissima St. James Street. Si è trattato di due importanti serate con la presenza di tutti i cuochi e ristoratori italiani che lavorano a Londra. Protagonisti dell'evento anche gli appartenenti alla delegazione dell'Arthob, rappresentata dal presidente Beppe Dattoli, i componenti del direttivo Giambattista Bracchi, Beppe Rocca, Roberto Ceretti, Gabriella Avanzi (fiduciaria bresciana dell'Amira), l'assessore al Turismo della Provincia di Brescia Riccardo Minini e Fabio Loda, segretario della Fisar bresciana. Il gemellaggio è stato promosso dall'Arthob, con la collaborazione dell'assessorato al Turismo della Provincia. Tra gli ospiti c'erano il direttore dell'Enit, Marco Montini, il vicedirettore dell'Istituto del commercio estero a Londra Rodolfo Cortellini, i rappresentanti dell'Istituto di cultura italiana a Londra, il vicepresidente nazionale dell'Amira Adamo Guidi, e molti giornalisti britannici che hanno potuto gustare anche un risotto allo zafferano con gamberi, con il tocco tutto bresciano del famoso formaggio 'Bagoss”.
Carlo Bresciani