DAI VIDEOPOKER LIBERIALLE SLOT-MACHINE DI STATO
La finanziaria 2003 ha disposto che dal 1° maggio 2004 i pubblici esercizi devono sostituire vecchi videopoker con nuove slot-machines da intrattenimento a premi. La nuova legge ha imposto limiti anche alle giocate, che non possono superare i 50 centesimi in valore e non possono durare più di sette secondi. Quanto alle vincite, non potranno superare il tetto dei 50 euro e saranno rimesse in contante, direttamente dalla stessa slot.
Ma non è tutto. I nuovi dispositivi non avranno in dotazione i lettori di banconote, e quindi potranno accettare esclusivamente giocate in monete metalliche. Le aziende produttrici dovranno necessariamente adeguarsi. Per chi sgarra, una circolare della Direzione generale dei Monopoli avverte che 'sul mercato si sono diffusi apparecchi che, pur dichiarandosi appartenenti alle categorie lecite, non corrispondono alle caratteristiche proprie di tali tipologie e hanno superato i confini di liceità voluti dal legislatore”. Dure le sanzioni per i contravventori.
Per i gestori è prevista la confisca degli apparecchi e un'ammenda che può andare da 4.000 a 40.000 euro, oltre al ritiro del nulla osta per cinque anni. All'esercente può essere sospesa, per un periodo da uno a sei mesi, la licenza di pubblico esercizio. In caso di recidiva, la licenza può essere revocata. Ora all'esercente spetta appena il 4,5% del montepremi lordo, cioè delle entrate globali delle monetine. Grosso modo ogni slot rende 3.500 euro netti al mese, di cui 600 restano nelle tasche dell'esercente. Chi ci guadagna più di prima, invece, è lo Stato (1.350 euro al mese a macchina). La nuova legge gli riconosce il 13,5%, ma la tassazione avviene sul ricavo e non sul guadagno netto effettivamente percepito dal gestore, come accade nel resto dell'Europa. Del 100% il 75% viene ridistribuito attraverso le vincite agli stessi giocatori nell'arco di 14.000 partite. Le slot hanno una 'taratura blindata” e certificata, a norma, garantita dalle ditte che hanno il benestare di produrle dai Monopoli di Stato. Oltre al 13,5% destinato allo Stato e al 4,5% del gestore, il 3% va al concessionario di rete che garantisce l'esanzione dei tributi e la conformità degli apparecchi, in pratica un esattore delle tasse. Un altro 4,5% va infine al noleggiatore. Anche se in concreto il governo propone questo provvedimento come medicina contro il gioco d'azzardo (solo gli Italiani hanno speso qualcosa come 450 milioni di euro per la passione del gioco), lo Stato ci guadagnerà e non poco. Le macchine saranno collegate in rete alla Sogei, la società delegata dal ministero delle Finanze.
Per i gestori è prevista la confisca degli apparecchi e un'ammenda che può andare da 4.000 a 40.000 euro, oltre al ritiro del nulla osta per cinque anni. All'esercente può essere sospesa, per un periodo da uno a sei mesi, la licenza di pubblico esercizio. In caso di recidiva, la licenza può essere revocata. Ora all'esercente spetta appena il 4,5% del montepremi lordo, cioè delle entrate globali delle monetine. Grosso modo ogni slot rende 3.500 euro netti al mese, di cui 600 restano nelle tasche dell'esercente. Chi ci guadagna più di prima, invece, è lo Stato (1.350 euro al mese a macchina). La nuova legge gli riconosce il 13,5%, ma la tassazione avviene sul ricavo e non sul guadagno netto effettivamente percepito dal gestore, come accade nel resto dell'Europa. Del 100% il 75% viene ridistribuito attraverso le vincite agli stessi giocatori nell'arco di 14.000 partite. Le slot hanno una 'taratura blindata” e certificata, a norma, garantita dalle ditte che hanno il benestare di produrle dai Monopoli di Stato. Oltre al 13,5% destinato allo Stato e al 4,5% del gestore, il 3% va al concessionario di rete che garantisce l'esanzione dei tributi e la conformità degli apparecchi, in pratica un esattore delle tasse. Un altro 4,5% va infine al noleggiatore. Anche se in concreto il governo propone questo provvedimento come medicina contro il gioco d'azzardo (solo gli Italiani hanno speso qualcosa come 450 milioni di euro per la passione del gioco), lo Stato ci guadagnerà e non poco. Le macchine saranno collegate in rete alla Sogei, la società delegata dal ministero delle Finanze.
Marino Fioramonti

