IL PREMIO ANTONIO AMATO 2004 AD UN CUOCO BERGAMASCO
Il cuoco bergamasco Alberto Gianati è il vincitore del premio per cuochi italiani all'estero 2004, dedicato allo chef Antonio Amato, ucciso dai terroristi mentre lavorava in un noto albergo di Al Khobar in Arabia Saudita e destinato ai 300 cuochi italiani all'estero del Gvci, Gruppo Virtuale Cuochi Italiani, cui Antonio apparteneva. Alla premiazione, che si è tenuta alla Fiera Oltrevini di Casteggio (Pv), erano presenti anche i familiari di Amato. La "Rollantina di vitello in crosta di mandorle, funghi porcini con timballo di polenta taragna e fonduta ai porri e timo", abbinata al Rosso Oltrepò Pinot Nero, creazione di Gianati, corporate chef del ristorante Fontana di Roma e del ristorante Casa Italia a San Juan di Portorico, ha superato il Carpaccio di polipo con tagliolini di Fossa alle cappesante e sale marino di Cervia", abbinato al Riesling frizzante, di Saulo Bacchilega, ora italian chef al Hyatt Regency di Istambul; il "Risotto con pere, pecorino mezzano, lardo di Colonnata e baccelli", abbinato a Oltrepò Metodo Classico, di Giuseppe Fornillo, ora executive chef dello Sheraton di Bangkok; i "Bucatini scarpariello con fonduta di mozzarella aversana", con Bonarda Vivace, di Vittorio Lucariello, ora chef de cusine al Grand Hyatt di Hong Kong; le "Sfogliatine alle verdure con crema di zucchine e spuma di mozzarella", abbinate ad un Riesling Oltrepò, di Antonio Vitale, ora al Lapa Palace di Lisbona, cui precedentemente erano state le cinque nomination. la giuria era presieduta da Gualtiero Marchesi e composta, tra gli altri, da Tony Sarcina della scuola di cucina Alto Palato, Gigliola Bozzi Gaviglio presidente di Vinarius, Giuseppe Vaccarini dell'Asi, Antonio Primiceri presidente dell'Abes, Umberto Caselli presidente dell'Ais, Giacomo Gallina vice presidente del Gvci e dal coordinatore Ivan Musoni. Formato nel 2001, il Gvci è presieduto da Mario Caramella, executive chef dell'Hyatt Regency Hua Hin in Thailandia.
Marino Fioramonti

