Doc e Docg, finalmente più controlli
La diatriba che si è aperta con la sentenza del Rioja, che ha sancito per tale categoria di vini l'opportunità di un sistema dei controlli che coinvolga direttamente i soggetti del processo produttivo, ha fatto sì che il Ministero delle Politiche agricole e forestali si sia mosso attivamente per l'emanazione del Decreto Ministeriale del 29 maggio 2001 - CONTROLLO SULLA PRODUZIONE DI VINI DI QUALITà PRODOTTI IN REGIONI DETERMINATE (VQPRD).Nei dieci mesi successivi lo stesso Ministero, in accordo con le Regioni e le Organizzazioni del settore vitivinicolo, hanno lavorato per l'attuazione del Decreto, che ora con l'approvazione definitiva del Piano dei Controlli entra nella fase operativa. "è una strada credibile e praticabile senza ulteriori oneri burocratici e amministrativi, a carico dei produttori della filiera vitivinicola", ha dichiarato il presidente di Federdoc Riccardo Ricci Curbastro, "e quindi il costo di questi controlli equamente ripartito fra i viticoltori, i vinificatori e gli imbottigliatori, secondo un tariffario approvato dal Ministero per ogni singola denominazione, rappresenta per la viticultura italiana un investimento sul proprio futuro in un momento di grande successo delle nostre Denominazioni. Infatti ha aggiunto i produttori tutti ritengono necessario investire in un sistema organico di controlli, che legando tra loro le varie operazioni già egregiamente svolte dalle Regioni e dalle Camere di Commercio, permetterà al consumatore di conoscere l'origine e il percorso della "vita" di ogni singola bottiglia dalla vigna, attraverso le fasi di lavorazione in cantina, fino al bicchiere". Questo sistema di conoscenza messo in atto dall'approvazione del Piano dei controlli è talmente innovativo da avere immediatamente sollecitato anche l'interesse dei produttori francesi, tradizionalmente all'avanguardia nella gestione dell'immagine e della qualità. Una delegazione dell'Inao e del Cnaoc, (le associazioni francesi che tutelano le denominazioni di origine) hanno partecipato a un incontro svoltosi a Verona in occasione del 36° Vinitaly, per farsi illustrare il contenuto del nuovo decreto e la modalità applicativa dello stesso, esprimendo tutta la loro ammirazione per questa iniziativa che pone l'Italia all'assoluta avanguardia nella valorizzazione e tutela delle Denominazioni. L'interesse suscitato nel mondo vitivinicolo dall'approvazione del Decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 dell'11 aprile 2002, è notevole, tanto che molte delle organizzazioni del settore hanno espresso i loro pareri. Il senatore Riccardo Margheriti, presidente del Comitato nazionale vini, confermando che i contenuti del Decreto non creano nessun onere in più sia da un punto di vista burocratico che amministrativo, sostiene che in un momento di grande successo delle denominazioni italiane questo deve dare ancora più credibilità aiutando un percorso di crescita culturale di tutto il mondo vitivinicolo. Il professor Davide Gaeta, consigliere Delegato dell'Unione italiana vini, ha detto: "Ben arrivato al Decreto. Auspicato dal mondo della produzione vitivinicola, apre una fase importante di operatività concreta. I primi esempi dovranno essere un modello di riferimento che determini un processo imitativo per tutte le altre realtà consortili. Il momento è propizio per una nuova strategia di dialogo che superi i limiti geografici e personali e veda il settore unito per un obiettivo che per una volta vede tutti uniti per una stessa causa". Il delegato del settore vitivinicolo della Confagricoltura, Piergiovanni Pistoni, ha commentato: "Siamo soddisfatti, è un importante passo avanti che mostra una maturità del mondo vitivinicolo ed una opportunità nuova che diventerà, sul mercato

