Massimiliano Alajmo - Le Calandre a Padova
Massimiliano Alajmo è nato a Padova il 6 Maggio 1974. Rappresenta la quinta generazione consecutiva di ristoratori da parte della famiglia di sua madre, Rita Chimetto. Dopo aver conseguito il diploma all'Istituto Alberghiero 'Pietro d'Abano” di Abano Terme, ha lavorato nel 1990 al ristorante Ja Navale (1 stella Michelin) a Moena con Alfredo Chiocchetti, nel 1992 al Auberge de l'Eridan (allora 2 stelle Michelin) a Veyrier du Lac con Marc Veyrat e nel 1993 a Les Prés d'Eugénie (3 stelle Michelin) con Michel Guerard. Alla fine del 1993 prende la guida della cucina de Le Calandre in qualità di chef e conserva la stella Michelin conquistata da sua madre, Rita Chimetto, nel 1992. Nel dicembre del 1996 a Le Calandre viene conferita la seconda stella e Massimiliano diventa il più giovane due stelle Michelin della storia. In quell'occasione il noto giornalista gastronomico Paolo Marchi lo battezza il 'Mozart dei fornelli” in un suo articolo ne Il Giornale. Il 16 Novembre 1998 Le Calandre entra nelle Soste. Il 28 Novembre 1998 Le Calandre viene presentato come nuovo Relais Gourmand. Le Calandre, via Liguria 1, Sarmeola di Rubano (Pd) - tel. 049 630303 – alajmo@calandre.com - www.calandre.com
CUCINO SECONDO LA MIA ETICA D. Come definiresti la tua cucina attuale? R. Potrei definirla curiosa, ironica, provocatoria e rassicurante: una cucina che paradossalmente passa da gusti familiari a sapori inusuali. E' una cucina per certi aspetti 'libera” che risponde ad un unico schema che è la mia etica. D. Quale piatto preferisci proporre e perché pensi ti rappresenti meglio? R. Non esiste un piatto dove mi rappresento meglio, ovvero esiste per quelle circostanze o per quel particolare stato emotivo. Ora per esempio penso ad una zuppa di pesce con tortelli di pomodoro fondente, è bella calda, saporita, con tortelli dall'interno liquido e rinfrescante. E' un piatto che ora gusterei volentieri, magari un po' piccante… e con un bel bicchiere di vino…! D. Nel poco tempo libero che ci rimane, quale è il tuo passatempo preferito? (escluso la fidanzata) R. Amo la lettura, non tanto i romanzi, bensì libri ricchi di nozioni e concetti forti. Adoro la musica classica, moderna, jazz. La pallacanestro… Le mostre d'arte, l'architettura… D. Seppure giovane, nella tua intensa vita professionale quale è stato il momento o il periodo che maggiormente ti ha influenzato? R. Tutti i periodi ci influenzano, forse quello più significativo è stato quello di quando ero all'estero. D. La conoscenza media della clientela nell'enogastronomia in questi ultimi anni è cresciuta grazie alle molte riviste di settore e ai corsi di varie associazioni, in alcuni casi c'è forse della superficialità. Questo non crea a volte dei problemi nel rapporto con lo chef o il gestore? R. Trovo che la clientela spesso sia più preparata di noi professionisti. La superficialità nei miei ospiti è sempre più rara e comunque va rispettata. I nostri clienti vengono per divertirsi e non è necessario siano dei gourmet esemplari, l'importante è che abbiano un buon approccio, a noi spetta il resto!!!
Enrico Cerea

