La Federalberghi al Governo: aprite le frontiere
La Federalberghi rilancia con forza la questione dei flussi di lavoratori extracomunitari coi quali fare fronte alle esigenze di organico. Insieme con Confagricoltura è l'organizzazione che maggiormente ha impegnato il governo su questo fronte, ottenendo nelle scorse settimane una qualche disponibilità dal parte del ministro del Welfare, Roberto Maroni, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di un'anticipazione dei flussi d'ingresso degli stranieri. 'Il Ministro ha offerto una prima risposta positiva alle nostre richieste – avevano affermato Augusto Bocchini (Presidente Confagricoltura) e Bernabò Bocca (Presidente Federalberghi) - L'ingresso in Italia di lavoratori stranieri stagionali non può attendere i tempi della legge di riforma dell'immigrazione in fase di esame al Parlamento”. Dell'intero contingente di lavoratori stranieri ‘autorizzati' ad entrare in Italia nel 2001, pari a 39.400 unità, quasi il 90% erano stati assorbiti dal settore agricolo e dal comparto alberghiero.
Per l'esattezza il 46% era andato all'agricoltura ed il 43% al turistico-alberghiero. 'A questo punto - concludevano Augusto Bocchini e Bernabò Bocca - Confagricoltura e Federalberghi si augurano che quanto prima il Parlamento vari la nuova legge, per sancire in via definitiva ed organica il meccanismo che annualmente porti il mondo agricolo e turistico ad ottenere quelle forze lavoro indispensabili per dare qualità e competitività alle nostre imprese. Contribuendo fattivamente alla crescita economica del Paese”. Per restare al solo dato lombardo basti ricordare che a fronte dei 4777 lavoratori autorizzati ad entrare in Italia per tutti i settori nel 2001, quest'anno il solo comparto alberghiero della regione ne chiede almeno 250. E a livello nazionale siamo addirittura a 32mila lavoratori autorizzati l'anno scorso dall'industria all'agricoltura contro le 16mila richieste da parte dei soli hotel e delle pensioni per il 2002.
Per l'esattezza il 46% era andato all'agricoltura ed il 43% al turistico-alberghiero. 'A questo punto - concludevano Augusto Bocchini e Bernabò Bocca - Confagricoltura e Federalberghi si augurano che quanto prima il Parlamento vari la nuova legge, per sancire in via definitiva ed organica il meccanismo che annualmente porti il mondo agricolo e turistico ad ottenere quelle forze lavoro indispensabili per dare qualità e competitività alle nostre imprese. Contribuendo fattivamente alla crescita economica del Paese”. Per restare al solo dato lombardo basti ricordare che a fronte dei 4777 lavoratori autorizzati ad entrare in Italia per tutti i settori nel 2001, quest'anno il solo comparto alberghiero della regione ne chiede almeno 250. E a livello nazionale siamo addirittura a 32mila lavoratori autorizzati l'anno scorso dall'industria all'agricoltura contro le 16mila richieste da parte dei soli hotel e delle pensioni per il 2002.

