Claudio Sadler ha ufficializzato l’ingresso di Giacomo Lovato come nuovo resident chef del Ristorante Sadler. L’annuncio è avvenuto nella cornice del luxury hotel Casa Baglioni, durante l’evento La Dolce Altitude, ispirato alla montagna e ai Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026. Tra gli ospiti speciali della serata, Graziano Prest, chef del ristorante Tivoli di Cortina d’Ampezzo, si è alternato ai fornelli insieme a Sadler e Lovato, dando vita a un menu che racconta i sapori dei rispettivi territori di appartenenza.

Giacomo Lovato debutta come resident chef al Ristorante Sadler di Milano
Giacomo Lovato è il nuovo resident chef del Ristorante Sadler

Il percorso e lo stile di Lovato

Varesino, classe 1990, Giacomo Lovato porta al Sadler un’esperienza consolidata in cucine di alto livello, da Claudio Sadler a Carlo Cracco, dallo Snowflake del Principe delle Nevi a Cervinia fino al ristorante Borgia di Milano. La sua cucina si distingue per una firma pulita ed essenziale, con attenzione alla stagionalità e alla valorizzazione degli ingredienti, in particolare vegetali. Lovato predilige un approccio contemporaneo e sostenibile, in cui il gusto rimane protagonista.

«Ho scelto Giacomo per la guida del mio ristorante perché conosce già il mio stile e il mio modo di lavorare», racconta Claudio Sadler. «È in grado di portare freschezza e modernità senza snaturare i miei piatti signature. Gli lascio piena libertà espressiva e confido nel suo approccio al prodotto. Inoltre, la sua empatia e riservatezza contribuiscono a mantenere un clima sereno nella brigata, un principio per me fondamentale».

«Ho accettato questo incarico con grande entusiasmo», afferma Lovato, «perché chef Sadler è stato un maestro e fonte costante di ispirazione. Dopo diverse esperienze formative, sentivo fosse il momento di una svolta. Questa sfida mi permette di rendere orgoglioso lo Chef e conquistare gli ospiti attraverso i miei piatti, dialogando con una parte della mia brigata che mi ha seguito. È un ritorno alle origini, oggi più maturo e consapevole».

La Dolce Altitude: sapori di Lombardia e Veneto

La serata si è aperta con un aperitivo sul rooftop panoramico allestito nello stile “Après-Ski” di Casa Baglioni, dove sono stati serviti finger food ispirati ai territori lombardo e veneto: polenta con baccalà mantecato, tortellini in brodo ristretto di cappone, risotto da passeggio e mondeghili con speck e sarde in saor. Il tutto accompagnato dal MI-CO-Cocktail, a base di Campari, Ramazzotti, estratto di mela, spuma di Prosecco, caviale di Vodka Cortina e mela dry.

Al Ristorante Sadler, i tre chef hanno proposto un menu che unisce le loro visioni gastronomiche: dai Ravioli di ossobuco con salsa allo zafferano e sugo d’arrosto al Medaglione di cervo con purè di porcini secchi, cavolo nero e senape in carpione, che resterà in carta durante i Giochi Invernali. Per chiudere, i dessert: la Piccola Tofana a gianduia con frutti di bosco, sorbetto al melograno e meringa di lamponi, e il Latte di sambuco con frutti rossi e sbrisolona sbriciolata. Tutti i piatti sono stati abbinati alle bollicine di Cantina Ferrari Trento, servite dalla nuova sommelier Pamela Pettinari.

Dialogo tra territori e continuità

«Conosco chef Sadler da molti anni e ho accolto con piacere l’invito a partecipare a questa iniziativa», spiega Graziano Prest. «Confrontarsi con ingredienti e ricette di regioni diverse è sempre un’opportunità di scambio. Da bellunese, sono felice di portare a Milano un assaggio della tradizione culinaria delle mie montagne». Con Lovato al timone come resident chef, il Ristorante Sadler inaugura una nuova fase, caratterizzata da continuità, dialogo tra generazioni e attenzione al presente, mantenendo intatti i valori e l’identità che hanno contraddistinto la visione di Claudio Sadler.