Il tartufo bianco torna nei piatti del Gruppo Giacomo Milano
Nei tre indirizzi simbolo della città - Da Giacomo, Giacomo Bistrot e Arengario - l’autunno prende forma in menu che uniscono memoria e contemporaneità, dove il tartufo diventa linguaggio e non solo ingrediente
A Milano è tornato il profumo dell’autunno. Quello intenso, inconfondibile, che arriva in tavola con il tartufo bianco, protagonista dei menu stagionali del Gruppo Giacomo Milano. Nei tre indirizzi simbolo della città - Da Giacomo, Giacomo Bistrot e Da Giacomo Arengario - questo ingrediente prezioso diventa il filo conduttore di una proposta che racconta la stagione, il territorio e lo stile inconfondibile della casa.
Da sempre punto di riferimento della ristorazione milanese, il gruppo fondato da Giacomo Bulleri costruisce ogni anno un dialogo tra cucina e tempo, affidando ai sapori dell’autunno il compito di aggiornare una storia che unisce eleganza, concretezza e memoria. Così, con l’arrivo del tartufo bianco, la tavola si fa più calda e aromatica, e ogni piatto si trasforma in un piccolo racconto di gusto.
In centro città, Da Giacomo accoglie gli ospiti in un ambiente che conserva il fascino dei grandi ristoranti di un tempo. Qui il menu dedicato al tartufo bianco si apre con una pizzetta fragrante che sostituisce la tartare servita negli altri locali del gruppo: un antipasto semplice ma pieno di carattere, pensato per introdurre il percorso con leggerezza e curiosità. Poi arrivano i grandi classici: risotto, tagliolini freschi, uovo al tegamino, ognuno costruito attorno al profumo del tartufo, trattato con rispetto e misura, come un ingrediente da lasciare parlare da solo.
L’atmosfera cambia al Giacomo Bistrot, dove l’aria è più rilassata, quasi da casa, e la cucina racconta l’autunno con la stessa naturalezza con cui si sfogliano le stagioni. La tartare di manzo al tartufo bianco apre il percorso, seguita da primi piatti morbidi e avvolgenti che esaltano la cremosità del risotto e la fragranza del tubero, fino ai secondi in cui la carne e il tartufo dialogano con equilibrio. È una cucina che profuma di bosco e di convivialità, capace di far sentire ogni piatto familiare, senza mai perdere eleganza.
Poi c’è Da Giacomo Arengario, che aggiunge alla tavola una delle viste più spettacolari di Milano: Piazza del Duomo dall’alto, con la luce che cambia insieme all’ora del giorno. Qui il menu ricalca quello del Bistrot, ma con un tocco più cittadino e contemporaneo, mantenendo un equilibrio tra ricercatezza e immediatezza, tra gusto e leggerezza. Sedersi ai tavoli dell’Arengario in questo periodo significa concedersi un momento sospeso, dove la cucina incontra il paesaggio urbano e il tartufo diventa parte di un’esperienza più ampia.

