L’agricoltura italiana si distingue in Europa per la sua capacità di generare valore aggiunto, grazie a una strategia che combina qualità, territorialità e multifunzionalità. Secondo un’indagine Nomisma, presentata in anteprima da Denis Pantini durante una conferenza stampa al ministero dell’Agricoltura, l’Italia supera Francia e Germania sul fronte del valore prodotto dalle proprie aziende, pur avendo un livello di produzione complessivo inferiore.

Agricoltura Italia al vertice in Europa per valore aggiunto
Agricoltura italiana leader in Ue per valore aggiunto

La multifunzionalità come chiave del successo

«Pur presentando un livello di produzione inferiore alla stessa Francia e Germania, che si attesta rispettivamente a 90 e 76 miliardi di euro, l’Italia primeggia per valore aggiunto prodotto», ha spiegato Pantini. La media stimata per il 2024/2025 supera i 41 miliardi di euro, contro i 32 di Francia e Germania, con un valore aggiunto per ettaro vicino ai 3.500 euro, significativamente superiore agli altri grandi Paesi europei.

Uno degli elementi che caratterizzano l’agricoltura italiana è la sua capacità di diversificare le attività. Agriturismo, vendita diretta e produzione di energie rinnovabili rappresentano oggi quasi il 20% dell’intero valore della produzione agricola nazionale. «Questa multifunzionalità non trova analogie nelle altre agricolture europee», aggiunge Pantini, sottolineando come le imprese italiane siano riuscite a coniugare produzione primaria, qualità e innovazione.

La forza dei territori e delle filiere certificate

Un ruolo centrale nel successo italiano è giocato dalla qualità e distintività delle produzioni, soprattutto quelle legate ai territori e certificate con Dop e Igp. Il valore alla produzione di queste filiere è oggi vicino ai 21 miliardi di euro, con una crescita del 25% tra il 2020 e il 2024. «Il primato dell’Italia nel settore Dop e Igp è un elemento che testimonia la capacità delle imprese di valorizzare il proprio territorio e i prodotti tipici», ha aggiunto Pantini.

L’analisi di Nomisma mette in evidenza come l’Italia abbia saputo superare i limiti dimensionali delle imprese agricole grazie a strategie innovative e alla valorizzazione dei propri fattori produttivi, in particolare la terra. La combinazione di qualità, multifunzionalità e attenzione alla sostenibilità consente all’agricoltura italiana di consolidare la sua posizione di leadership a livello europeo, non solo in termini economici ma anche culturali e territoriali.