Impossibile, onestamente, contare la marea umana, il fiume continuo di donne, uomini e bambini (soprattutto) che ha preso d'assalto lo splendido centro storico di Cremona alla ricerca e all'assaggio dei dolci. La “Festa del Torrone”, nel fine settimana appena trascorso - complice il bel tempo - ha fatto il pieno assoluto di golosi nostrani e stranieri, in particolare dalla vicina Svizzera.

Cremona
Quando il torrone fa festa: Cremona invasa da artigiani e assaggiatori

Dal classico violino alla new entry dei cerchi olimpici, dall’abbinamento con lo champagne e fragole fino ai lecca-lecca: il torrone ha come sempre stupito e dato il via alla grande corsa verso gli acquisti natalizi. Una festa che ha richiamato espositori da ogni parte d’Italia, con tipicità più uniche che rare. Ha ragione il patron e organizzatore Stefano Pelliciardi: «È forse l’unica kermesse - ha dichiarato - in grado di unire Nord e Sud all’insegna delle delizie del palato, grazie ad autentici artigiani che si dedicano ancora all’arte dolciaria nel senso più intrigante della parola. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della tradizione e del gusto».

A fianco dei nomi blasonati e conosciuti, a far da padroni e protagonisti i piccoli produttori del bianco dolce a base di miele, mandorle, albume d’uovo montato a neve, vaniglia e zucchero, il tutto declinato in decine di varianti e tipicità regionali. E nel prossimo fine settimana si replica con decine di manifestazioni ricreative e culturali di contorno, all’insegna (una volta erano tre) delle quattro T: Turon, Toraz, Tetaz e Tognaz (per i non lombardi: Torrone, Torrazzo, tettone e, ultima aggiunta, la T di Tognazzi, il grande attore nativo di Cremona).

Di Renato Andreolassi