Appello del Wwf per la protezione degli squali dalla pesca incontrollata
Gli squali, con le loro varie specie che popolano gli oceani, stanno affrontando una minaccia sempre più crescente: una pesca eccessiva e incontrollata, in alcune circostanze anche illegale [...]
Gli squali, con le loro varie specie che popolano gli oceani, stanno affrontando una minaccia sempre più crescente: una pesca eccessiva e incontrollata, in alcune circostanze anche illegale. Ogni anno, ben 80 milioni di squali cadono vittime di questa pratica insostenibile. Nonostante campagne di sensibilizzazione e protezione di associazioni animali, ma anche di leggi che vietano o comunque mirano a ridurre la pesca di squali, il dato rappresenta un incremento rispetto ai 76 milioni di esemplari catturati nel 2012, come evidenziato da uno studio condotto dall'Università canadese di Dalhousie e pubblicato sulla rivista Science, i cui risultati si basano sulle attività di pesca mirata o sulle catture accidentali avvenute nel 2019.
Il Wwf, sensibile a questa crescente minaccia, sottolinea la critica situazione degli squali, definendoli tra le specie animali più minacciate al mondo. Un aspetto preoccupante è il commercio della carne di squalo, con la zuppa di pinne considerata una prelibatezza in molti Paesi asiatici e consumata anche in Europa. L'Italia emerge come uno dei maggiori consumatori di carne di squalo, ma il Wwf avverte che spesso questa carne è camuffata sotto falsi nomi nei piatti. Gli squali, oltre al loro ruolo fondamentale nell'equilibrio della rete alimentare marina, sono cruciali per il sequestro di Co2 negli oceani. Il Wwf sottolinea la necessità di proteggerli, soprattutto nei paesi occidentali, la cui sicurezza alimentare è strettamente connessa a queste specie. Lo studio rileva che il 30% delle specie di squali uccise è minacciato, indicando che le attuali misure di protezione sono insufficienti. Anche quando la pesca è vietata, gli squali spesso finiscono accidentalmente nelle reti o nei palangari come cattura accessoria, per poi essere rigettati in mare, morti o morenti.

