Occupazione: il 2021 si è chiuso in crescendo, ma si teme per il 2022
Secondo l'Istat l'aumento degli occupati si è avuto sia rispetto all'ultimo trimestre e sia rispetto al 2020. Di fatto ha seguito l'andamento del Pil e quindi si spera che nel 2022 l'occupazione non rallenti [...]
Nell'ultimo trimestre del 20201 l'occupazione, seppur di poco (+0,3%) è cresciuta rispetto al precedente trimestre. Ma non solo nel 2021 l'occupazione è cresciuta del 6% rispetto al quarto trimestre del 2020. Occupazione e Pil in questo momento sembrano andare di pari passo, visto che è aumentato rispettivamente dello 0,6% e del 6,2%. Si spera quindi che Pil e occupazione non vadano di pari passo anche nel 2022. Dall'inizio dell'anno si è infatti verificato un drastico rallentamento legato alle stime di crescita del Prodotto interno lordo. È stato causato dagli aumenti sui costi che hanno avuto le imprese a causa dell'inflazione, del caro energia e, da ultimo, del conflitto tra Russia e Ucraina.
Ad aumentare nel 2021, in particolare, sono stati gli assunti a tempo determinato, e, seppur in misura minore, anche quelli a tempo indeterminato.
La crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti nel 2021 trova conferma nei dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che evidenziano un aumento di 229 mila posizioni negli ultimi tre mesi, a tempo indeterminato (+68 mila rispetto al terzo trimestre 2021) e soprattutto a tempo determinato (+160 mila). Nel quarto trimestre 2021 le attivazioni di rapporti di lavoro alle dipendenze sono state 2 milioni 619 mila (+1,5% in tre mesi) e le cessazioni 2 milioni 390 mila (-1,3%).
I dati mostrano, analogamente, una crescita delle posizioni lavorative (+618 mila rispetto al quarto trimestre del 2020), che interessa tutti i settori a eccezione di quello agricolo.

