«Sebbene da marzo di quest’anno il profilo congiunturale dei prezzi alla produzione per il mercato interno registri crescite ben superiori all’1% e in forte accelerazione in termini tendenziali (+10,0% in maggio), gli impulsi inflazionistici all’origine non si sono per il momento trasmessi sui prezzi al consumo». Così Confcommercio commenta la pubblicazione dei dati sull'inflazione e i prezzi al consumo dell'Istat.

A giugno, secondol'Istat, l'aumento dei prezzi alla collettività è stato pari solo al +0,1% A giugno inflazione ferma all'1,3%. Prezzi e potere d'acquisto stabili
A giugno, secondol'Istat, l'aumento dei prezzi alla collettività è stato pari solo al +0,1%



Secondo l'Istituto di statistica, a giugno l'inflazione è rimasta ferma all'1,3%; lo stesso livello di maggio dello scorso anno. Il ché si traduce in un leggero balzello dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, del +0,1% su base mensile. Alcuni segnali di lieve ripresa si manifestano anche in altri comparti merceologici, con i prezzi degli Alimentari lavorati che azzerano il calo registrato a maggio e quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9% da una variazione tendenziale nulla). Dall'altra parte, i cali più marcati si registrano per i prezzi degli Alimentari non lavorati (da -0,4% a -1,0%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,2% a -1,4%).

Prosegue l’accelerazione degli energetici, che si portano a oltre il +14% in termini tendenziali, la componente che spiega da sola, anche attraverso i suoi effetti indiretti su altre voci dell’ indice, la variazione dei prezzi nel complesso.

«In questa fase - sottolinea Confcommercio - non si palesano rischi concreti di una perdita di potere d’acquisto via effetto prezzi, ma l’eventuale perdurare delle tensioni dal lato materie prime energetiche e dei costi di trasporto potrebbe condurre nei prossimi mesi a una significativa risalita dell’ inflazione complessiva».