Cia-Agricoltori, dal Pnrr gli aiuti per la filiera dell'ortofrutta
Secondo l'associazione degli agricoltori, il forte mutamento delle abitudini di acquisto è l'occasione per rivedere i costi di filiera. A partire dalla logistica, con il 90% del prodotto che viaggia su camion [...]
Invertire la rotta dell'ortofrutta italiana con strategie di sistema che riguardano, innanzitutto, infrastrutture e competitività attraverso le risorse messe a disposizione dal Pnrr. Mosse più che mai strategiche per Cia-Agricoltori Italiani che coglie il forte mutamento nei consumi impresso dalla pandemia per rilanciare il consumo di frutta e verdura, considerati alimenti essenziali per una dieta equilibrata e sana da oltre il 20% degli italiani.
La dichiarazione d'intenti arriva nell'Anno internazionale della frutta e della verdura promosso dalla Fao per sostenere un consumo di ortofrutta più consapevole. Una missione in cui è impegnata tutta la filiera produttiva. Basti pensare, infatti, che a fronte del 90% di prodotto che viaggia su camion, l'Italia è al 19° posto per il costo al chilometro pari a 0,43 euro (contro gli 0,30 euro dei tedeschi e gli 0,28 degli spagnoli).
«Un gap che dovremo superare attraverso gli 800 milioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza dedicati alla logistica nel settore agroalimentare; e questo con la riduzione della spesa e dell'impatto ambientale dei trasporti, la digitalizzazione dei servizi, il miglioramento dello stoccaggio, l'accessibilità ai servizi hub e la capacità logistica dei mercati all'ingrosso», ha ricordato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino.
Tutto questo, precisa Cia, per rinnovare la catena di distribuzione e ampliare le relazioni di filiera, per costruire un patto di sistema per arrivare a una più giusta ripartizione del valore (su 100 euro spesi dal consumatore, solo 6/8 euro restano in tasca all'agricoltore), ma anche di raggiungere maggiori standard di sostenibilità, promuovere investimenti e innovazioni in scala e sviluppare progetti di promozione unitaria.

