Continuano a crescere i consumi di arance degli italiani che riconoscono negli agrumi in genere il ruolo di integratore naturale di vitamine e antiossidanti. Uno degli effetti del coronavirus iniziato con il lockdown della primavera scorsa, che non accenna a diminuire visto l'aumento delle vendite dell'11% nel periodo tra ottobre 2020 e gennaio 2021. Dati incoraggianti sugli acquisti delle famiglie in netta ripresa rispetto agli ultimi anni, a cui però fa da contraltare il parziale blocco della ristorazione che ha ridotto sensibilmente la richiesta alla fase di ingrosso dalla quale si stima che passi circa il 20% delle vendite. Sono alcuni dei dati contenuti nel Focus arance di Ismea, che analizza l'andamento della campagna 2020-2021 delle arance italiane.

Il Covid spinge le arance consumi in aumento per gli italiani

Dal punto di vista produttivo, Ismea segnala una campagna in chiaroscuro dove l'ottimismo iniziale della primavera scorsa, cede il passo a una stagione complicata e fino ad ora avara di soddisfazioni per agricoltori e operatori della filiera.

Il raccolto è abbondante in aumento del 25-30% rispetto all'anno precedente, ma è caratterizzato prevalentemente da calibri piccoli che difficilmente spuntano quotazioni soddisfacenti. Il risultato è che a partire dal dicembre con quotazioni all'origine hanno perso l'8,5% rispetto alla campagna 2019/20 e il 2,1% sul triennio precedente; una forbice che a gennaio e febbraio si è ulteriormente ampliata, evidenziando rispettivamente una perdita del 16% e del 6%. Un andamento dove però non mancano eccezioni a livello di singole varietà e di singole piazze di mercato.

Dal punto di vista qualitativo, il prodotto presenta un'eccellente colorazione della buccia, una buona pigmentazione della polpa e un rapporto equilibrato tra acidi e zuccheri; tutte caratteristiche che soddisfano pienamente le aspettative dei consumatori. Nell'attuale congiuntura di mercato risulta molto importante il ruolo svolto dall'industria dei succhi che, dopo l'azzeramento delle scorte dovuto a due campagne con scarsi raccolti, ritira e lavora ingenti quantitativi di arance, soprattutto frutti medio-piccoli, alleviando in tal modo la pressione dell'offerta, resa particolarmente pesante anche dal concomitante incremento della produzione mediterranea.