Un gusto tutto italiano graffiato da un’attitude a stelle e strisce che diventa uno stile di vita. Questo il Dna di Bun che a Milano ha messo a segno due nuove aperture e ne prevede altre 10 entro la fine del 2022. Via Dell’Orso e via Calindri a Milano rappresentano le ultime due scommessa del brand guidato da una cordata di imprenditori italiani.

L'interno di un locale Bun Due opening a Milano e altri 10 entro la fine del 2022, le strategie di Bun
L'interno di un locale Bun

 

Al centro di tutto, il menu: al classico hamburger newyorkese cucinato con tecnica smash si unisce la versione speculare vegetale e 100% proteica, il beyond meat, e prosegue nell’approccio caratteristico di Bun che porta in primo piano un’idea di rispetto a tutto tondo. Del pianeta, in primis, con un approccio totalmente plastic free e un’evoluzione verso una supply chain carbon neutral – per arrivare alle persone che compongono il mondo di Bun. Dei clienti, naturalmente, sui quali si esprime alla perfezione la Bun-philosophy incentrata sulla kindess, che si traduce in gentilezza, in soddisfazione di ogni esigenza alimentare, nella condivisione di spazi in cui l’inclusività è la parola d’ordine. E del personale interno, coinvolto attivamente nella crescita dell’azienda, di cui fanno ugualmente parte persone provenienti da categorie svantaggiate e da accordi con associazioni che si occupano di risocializzazione.
 
«Crediamo nel capitale umano: Bun è un progetto che non si esaurisce nell’hamburger  ma diventa totalizzante nella misura in cui ogni singolo dipendente o esterno che sia, è chiamato a dare il suo contributo fondamentale per rendere l’esperienza totalizzante», ha commentato Danilo Gasparrini, ceo di Bun.

Una visione che trova la sua perfetta cornice nei locali del brand, tutti realizzati in collaborazione con lo studio spagnolo Masquespacio, tutti ugualmente capaci, nella loro diversità, di mantenersi fortemente identitari. La mano di design è prioritaria nel mantenere le caratteristiche intrinseche degli ambienti originali graffiandole, però, con tracce forti e connotanti (gli archi, il color block, le piastrelle) e con soluzioni dall’alto coefficiente scenografico, come gli spazi trattati come se fossero piscine o gli specchi all round. Il risultato d’impatto è fortemente instagrammabile e sintetizza, esteticamente, le esigenze di novità delle nuove generazioni con l’idea più sofisticata di hambuger gourmet.

E i numeri danno ragione all’ardire di quella che, nata come una start up, è diventata una realtà nel settore della ristorazione premiata da un fatturato in continua crescita che conta di chiudere l’anno a 3 milioni di euro e di arrivare al 2022 con un giro di affari di 10 milioni di euro e un totale di 18 locali. Milano, ma anche Torino, Genova e lo sguardo puntato nel centro sud della Penisola nel futuro prossimo di Bun