Il Norwegian Nobel Commitee ha assegnato il Nobel per la Pace al World Food Programme (Wfp,) agenzia Onu con sede a Roma, per essere, come riporta l’Adnkronos "una forza efficace nella lotta alla fame", sottolineando il ruolo che sta avendo anche in questo momento di aumentate sfide a causa dell'epidemia di Covid.

"Per i suoi sforzi nel combattere la fame, i suoi contribuiti per migliorare le condizioni per la pace nelle zone di conflitto e per agire come una forza che impedisce l'uso della fame come arma nelle guerre e nei conflitti", si legge nella motivazione del riconoscimento, che continua: "La pandemia di coronavirus ha contribuito ad un forte aumento del numero delle vittime della fame nel mondo. Fino a quando non si avrà un vaccino, il miglior vaccino contro il caos è garantire che ci sia cibo". Il comitato norvegese dei Nobel ribadisce che il la decisione di premiare il World Food Programme è indipendente dalla situazione determinata dal Covid ma che questa rende "più urgente la lotta alla fame".

Si contavano quest'anno 318 candidati per la categoria che non ha mancato di riservare sorprese nella storia del premio assegnato dall'istituto norvegese. Di questi 211 sono individui e 107 organizzazioni. Una lista lunga, la cui composizione non è però nota