I timori degli esperti si stanno avverando: come riporta il Corriere della Sera, l’Italia sta andando verso lo scenario 4, il più grave, secondo l’Istituto superiore di sanità. Quello dove la situazione sfugge di controllo e subentrano grosse criticità nella tenuta del sistema nel breve periodo, dunque entro il mese e mezzo. Quello in cui si deve valutare un lockdown totale.

Cinque regioni sorvegliate speciali L’Italia verso lo scenario 4

In particolare, si teme per 5 regioni. La Campania, che per la prima volta supera i 3mila nuovi contagiati in un giorno, con Napoli che ne conta 603. La Lombardia che si avvicina alla soglia critica: ieri ha registrato 7.339 nuovi positivi, altri 53 ricoveri in intensiva e 57 decessi. Sorvegliata speciale, Milano: il microbiologo Andrea Crisanti ha detto «Avrei fatto il lockdown a Milano 10 giorni fa». Critica anche la situazione di Bolzano, della Liguria e del Lazio. L’Alto Adige abbandona la linea morbida: bar e ristoranti (che erano rimasti aperti la sera) chiuderanno alle 18.
Ora ci sono tre settimane di tempo, se il contagio non diminuirà bisognerà valutare la misura più drastica.
«In questo scenario – si legge nello studio consegnato al governo che, per valutare i rischi sulla popolazione e l’impatto sulle strutture sanitarie, descrive situazioni e possibili rimedi - si hanno valori di Rt regionali prevalentemente e significativamente maggiori di 1.5 (ovvero con stime dell’intervallo di confidenza al 95% di Rt maggiore di 1.5). Uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi». Questo potrebbe comportare, «un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1.5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra i più giovani, come osservato nel luglio/agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili come gli anziani».
Ma, aggiunge l’Iss, «appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità». E spiega: «In uno scenario nazionale di questo tipo è presumibile che molte regioni siano classificate a rischio alto e, vista la velocità di diffusione e l’interconnessione tra le varie regioni, è improbabile che vi siano situazioni di rischio inferiore al moderato». E infine: «Se la situazione di rischio alto dovesse persistere per un periodo di più di tre settimane, si rendono molto probabilmente necessarie misure di contenimento molto aggressive».
Il commissario straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha confermato che «la crescita del contagio non è mai stata così impetuosa. I positivi sono otto volte di più di tre settimane fa. Con questi numeri nessun sistema sanitario, tantomeno quello italiano, sarà capace di reggere», ha avvertito in conferenza stampa, rimarcando come le Regioni «da maggio potevano attuare piani di rafforzamento degli ospedali».