È partita in tutta Italia il periodo della raccolta delle castagne. Secondo le stime, la produzione nazionale è in crescita e di qualità, superiore ai 35 milioni di chilogrammi. Si resta tuttavia ancora lontani dai fasti produttivi del passato. Coldiretti ricorda come un secolo fa la produzione di castagne ammontava a 829 milioni di chili, ma ancora dieci anni fa era pari a 55 milioni di chili.

Le prime castagne sono di una qualità buona e dolce e non presentano particolari anomalie. Inoltre, l'abbassamento delle temperature sta favorendo un aumento dei consumi anche se pesano le limitazioni poste alle tante sagre. Nei mercati all'ingrosso, precisa la Coldiretti, si rilevano quotazioni nella media del periodo, che vanno da 2,50 a 4,50 euro/chilo a seconda del calibro con i prezzi tendono a raddoppiare al consumo. «Il rischio però - dice Coldiretti - è quello di trovarsi nel piatto castagne straniere provenienti soprattutto da Portogallo, Turchia, Spagna e dalla Grecia, considerato che le importazioni nel 2019 sono risultate pari a 32,8 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai nostri produttori».

Da qui la richiesta di assicurare più controlli sull'origine delle castagne messe in vendita in Italia. Un modo anche per tutelare l'alta qualità della produzione made in Italy che conta ben quindici prodotti a denominazione. Nella schiera di quelli che hanno ottenuto il riconoscimento europeo, cinque si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana Dop e la Farina di Castagne della Lunigiana Dop mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp, il Marrone di Roccadaspide Igp e il Marrone di Serino/Castagna di Serino Igp, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, ed i Marroni di Combai Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano Dop. A questi si aggiungono due mieli di castagno: il Miele della Lunigiana Dop della Toscana e il Miele delle Dolomiti Bellunesi Dop del Veneto.