I tour operator lanciano un grido d'allarme dal Ttg di Rimini. Pier Ezhaya, il presidente di Astoi Confidustria Viaggi, dice che per loro "il lockdown non è mai finito". E, dopo anni di forte crescita, il crollo dell'e-commerce Travel degli operatori con sede in Italia (-56% rispetto al 2019 sceso a 4,8 miliardi) certificato dall'Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano.

«Sentiamo parlare di lockdown sì o lockdown no, nel turismo siamo in lockdown da marzo - dice Ezhaya - Le aziende turistiche, tour operator e agenzie di viaggi in questo momento sono a fatturato zero. Non siamo come i ristoranti che devono chiudere prima e o i cinema che fanno entrare meno gente. Per noi non c'è nulla... La nostra situazione è davvero drammatica, più è dura la crisi e più miete vittime. Un mese si resiste, due si fatica ma 6-7 mesi è troppo dura e l'orizzonte è di arrivare così almeno ad aprile. Ci sorprende che una situazione così tragica come quella che stanno vivendo le aziende turistiche non raccolga urgenza da parte del Governo...».

«Hanno stanziato - aggiunge - dopo tante battaglie un fondo per le agenzie e i tour operator? Non è tanto, è un terzo di quello che avevamo chiesto ma ci sono 250 milioni. Ebbene, non li stanno distribuendo. Sono stati stanziati da agosto e sono ancora in attesa di avere l'ok dell'Unione europea per superare la vicenda degli aiuti di Stato. Questo forse è ancora più grave che non aver stanziato nessun fondo. Se non arrivano velocemente i fondi, noi faremo la fila al Mise a chiedere lo stato di crisi».
   
Anche una ricerca del Politecnico di Milano, come riportato dall’Ansa, conferma che la pandemia ha colpito alcune parti della filiera in modo più forte: il periodo estivo, in seguito all'allentamento delle misure, ha portato un po' di ossigeno al settore anche se non per tutti gli attori della filiera. L'ospitalità alberghiera, i trasporti di terra e di mare e le attrazioni hanno avuto qualche miglioramento negli indicatori del terzo trimestre, pur dovendo limitare gli accessi e il numero massimo di prenotazioni, riuscendo a mantenere mediamente il livello di fatturato in una forbice tra il 40% e il 60% rispetto al 2019. Lo stesso non si può dire per tour operator, crociere e trasporto aereo con perdite superiori al 70%.