Lo attendevamo da tempo e Italia a Tavola lo ha promosso in più occasioni indicando anche sfiziose ricette. Ora la cipolla rossa piatta di Pedaso, comune di tremila abitanti in provincia di Fermo, nelle Marche è diventata ufficialmente un presidio Slow food. Quasi scomparsa a causa della guerra e del progressivo abbandono delle campagne e cambio di abitudini questa cipolla torna a una nuova vita agronomica  dopo 8 anni di lavoro, promozione e ricerca.

La cipolla rossa di Pedaso è finalmente un presidio Slow food

A darne notizia è la stessa associazione internazionale no profit impegnata a ridare valore al cibo. Per coltivarla i cinque produttori del Presidio Slow Food - spiega una nota - hanno adottato un rigoroso disciplinare di produzione che prevede il ricorso a pratiche sostenibili, come rotazioni triennali, l'utilizzo esclusivo della concimazione organica e il divieto di diserbo.

I produttori inoltre si sono impegnati anche a rispettare "il delicato processo di riproduzione della semente", anche e soprattutto in un'ottica di biodiversità. L'associazione ricorda che era rimasto un solo agricoltore a conservarne il seme, affidato poi all'Assam, l'Agenzia per i servizi nel settore agroalimentare delle Marche, affinché lo custodisse nella banca del seme di Monsampolo. La cipolla rossa piatta di Pedaso viene coltivata nel Comune di Pedaso e in alcuni territori limitrofi nei Comuni di Altidona, Campofilone, Lapedona e Moresco (provincia di Fermo).