Carne e cocktail nel segno della tradizione milanese: il baslot, le tipiche padelline di rame usate nelle preparazioni caserecce (che magari non sono proprio quelle usate oggi...). Attorno a tutto ciò ruota l'offerta de Il Baslà, il nuovo punto di ritrovo sui Navigli, apert in via Casale 5. A disposizione dei clienti, una proposta non convenzionale ma curata nei minimi dettagli: dal macellaio che segue direttamente tutte le preparazioni e si occupa della scelta dei migliori tagli di carne all'alchimista dedito alla creazione di nuovi mix da bere, passando per l'immancabile oste che accoglie e serve gli ospiti come fossero nel salotto di casa.

Il padellino di Baslà, nuovo locale sui Navigli a Milano Sui Navigli la carne si mangia nel padellino di Baslà
Il padellino di Baslà, nuovo locale sui Navigli a Milano

Carne e cocktail, abbinata non convenzionale sui Navigli

Al centro del format, l'abbinata carne & cocktail. Da Baslà, infatti, si può scegliere il giusto mix alcolico a partire da una bottiglieria di tutto rispetto composta da oltre 75 gin, una quarantina di rum e una trentina tra tequila, mezcal e vermouth. Ingredienti perfetti per uno dei drink signature del locale: Runway Bride (Portobello gin, uva rossa, limone, lime e fiore di sambuco), Speedy Gonzales (affascinante mix di tequila Esplon, mexcal, succo di mela, sciroppo piccante, lime e crusta di zucchero) e Trip to Peru (Pisco, Aperol, limone, miele, angostura e albume). Tutti da abbinare a un piatto di carne trattata principalmente con la tecnica Cbt (cottura a bassa temperatura) e proveniente da una selezione di capi allevati rigorosamente all'aperto da piccoli produttori italiani e esteri. A vigilare sulla proteina è il macellaio e chef Andrea Votino, uno dei soci fondatori con profonda esperienza nel mondo della ristorazione.

Ampio spazio quindi alla qualità della materia prima. Frollatura di oltre 45 giorni per la costata e pezzature importanti, da oltre 1 kg, per la fiorentina, marinate per oltre 24 ore in un misto di spezie dalla ricetta segreta. Filetto selezionato da pezzature di oltre 5 chili. Porchetta e la bresaola realizzate rigorosamente in casa. La punta di manzo BBQ brisket affumicata in casa mentre la battuta di fassona al coltello è servita in modalità creativa, a cheesecake. Tutto all'interno dei padellini, ovviamente.

Dehors trendy e sale interne che si trasformano in privée

Per quanto riguarda il layout, il locale è caratterizzato da un ampio dehors esterno che guarda su una delle vie più frequentate della movida meneghina dove i clienti possono adagiarsi grazie a comodi divanetti e lounge per l'aperitivo oppure accomodarsi in tavoli apparecchiati per la cena tra pianti e filari di luci. Dall'esterno i scorge l’ampia bottigliera, il bancone retroilluminato e le mattonelle realizzate e dipinte a mano, che con le loro forme sinuose, richiamano le padelline del Baslà, con un sofisticato gioco di bianco e nero. Una volta all'interno, il muro in mattoncini a vista lascia il posto alla carta da parati dai colori blu, arancione e giallo con due grandi salette che possono diventare dei privée, uno stile caldo, che ricorda l’inclusività del salotto di casa, con divertenti padelline come lampade appese, curato dall'architetto Nadia Martelli.

L'interno del Baslà Sui Navigli la carne si mangia nel padellino di Baslà
L'interno del Baslà

Ogni domenica, il brunch rivisitato dal tocco italiano

Tra i momenti da non perdere c'è sicuramente il brunch che, sebbene non derivi dalla cultura italiana di cui il Baslà si fa portatore, viene però rivisitato con un tocco tricolore ogni domenica. A comporre il menu, un tris di pancake a scelta e, tra le portate principali, il club sandwich creativo, tris di hamburger con patate crispers, il bruschettone ovvero la bruschetta ai cereali con uovo all’occhio di bue o l’uovo alla Benedict e il dolce.

Un gruppo di amici alle spalle della nuova apertura

Oltre al già citato Votino, completano il team dietro l'apertura di Baslà altri cinque amici imprenditori: Caterina Serio, con una forte esperienza nel mondo degli eventi culinari; Nicola Serio, imprenditore nel mondo dell’hotellerie; Riccardo Margiotta, esperto di marketing food; Matteo Dolce, giovane universitario appassionato di ristorazione; Emanuela Di Rella, che lavora come manager nella Gdo.