Nella Capitale
I Sofitel wine days celebrano la vendemmia e i vini del Lazio
Per tutto ottobre, in abbinamento ai vini sono serviti tapas e assaggi ispirati alla cucina romana rielaborata da Giuseppe D’Alessio, executive chef di Settimo, il panoramico ristorante del Sofitel Rome Villa Borghese
Per l’intera stagione della vendemmia e per celebrarne i frutti, la terrazza dell'hotel Sofitel Rome Villa Borghese, ambasciatore dell’art de vivre alla francese del gruppo AccorHotels, ospita il suo tradizionale programma di degustazioni, incontri ed eventi costruiti intorno al vino. Questa edizione 2021 dei “Sofitel Wine Days”, un appuntamento consolidato che si svolge in ottobre in tutti gli alberghi del Gruppo, è stata realizzata nella Capitale in collaborazione con le Donne del Vino del Lazio e durerà fino alla fine del mese. In abbinamento ai vini sono serviti tapas e assaggi ispirati alla cucina romana rielaborata da Giuseppe D’Alessio, executive chef di Settimo, il panoramico ristorante della struttura.
Per la valorizzazione del vino laziale
L'iniziativa, curata dalla wine manager Livia Belardelli e da alcune imprenditrici del vino laziali, mira a far conoscere una produzione regionale sempre più di eccellenza. Le aziende partecipanti sono Cincinnato, Merumalia, Casale Vallechiesa e Casale della Ioria.
La prima è una cantina cooperativa di Cori (Lt) fondata nel 1947 che conta 105 soci. I terreni sono in gran parte vulcanici e a poca distanza dal mare e la gestione dei circa 100 ettari di vigneti è biologica da 20 anni. In degustazione al Sofitel è il Kori Brut Pas Dosé, ottenuto dalla vinificazione in purezza dell’antico vitigno autoctono Bellone, coltivato da sempre sulle colline laviche insieme al Nero Buono, l'altro autoctono a bacca rossa. Prodotto con il tradizionale metodo classico e affinamento a contatto con i lieviti per minimo 24 mesi, questo brut sul tono del giallo paglierino intenso e dal perlage fine e persistente ha profumo intenso e fragrante, con delicate sensazioni di mela, cedro e agrumi canditi.
L'azienda Merumalia di Frascati presenta invece il Primo Riserva Frascati Superiore Docg, espressione massima della tradizione dei Castelli Romani. È un blend di Malvasia del Lazio, Greco e Bombino sui toni del giallo dorato, balsamico ed aromatico, con note balsamiche e speziate, è pieno e fresco con lunga persistenza aromatica. L'affinamento avviene in acciaio ed in bottiglia per almeno 12 mesi. Le vigne sono a conduzione biologica e hanno una produzione mai superiore ad 80 q.li/ha.
Un altro Riserva Frascati Superiore Docg, l' Heredio è l'etichetta presentata da Casale Vallechiesa, un'azienda fondata nell''800 dalla famiglia Gasperini. Allora non si imbottigliava ma il vino si consegnava alle osterie di Roma con il "carretto a vino" raffigurato nelle antiche stampe. Cinque generazioni hanno portato avanti la tradizione di vini in grado di esprimere la potenzialità di questo territorio vulcanico a pochi chilometri da Roma che dona loro grande freschezza e mineralità. La filosofia aziendale è sempre stata quella di produrre vini che rappresentino e incarnino il territorio nel quale nascono. l'Heredio nasce da uve Malvasia del Lazio, Greco e Bombino. Giallo paglierino luminoso e brillante e profumato, con note di sambuco e acacia, ha grande freschezza e sapidità.
Un rosso è invece presentato dall'azienda Casale della Ioria, il Torre del Piano Cesanese del Piglio Docg Superiore Riserva. E' una azienda agricola storica del Cesanese del Piglio, di proprietà della famiglia Perinelli dal 1921. I vigneti, tutti in conduzione biologica, si trovano in Alta Ciociaria, nei comuni di Anagni, Acuto e Paliano a 400 mt s.l.m. su terreni argillosi e vulcanici. Sono stati reimpiantati i vigneti selezionando e moltiplicando i cloni già presenti di Cesanese e di Passerina e impiantato l'autoctono Olivella quasi scomparso. Le uve Cesanese di Affile provenienti da un vigneto di 25 anni che vanta una posizione ideale ai piedi dei monti Ernici, sono le uniche utilizzate per produrre il Torre del Piano. Il vino riposa in piccole botti di rovere per 6 mesi, a cui segue l’affinamento in bottiglia. Colore rosso rubino, intenso con bei riflessi violacei. Al naso si presenta caldo e pieno, con chiari sentori floreali, violetta e rosa, cassis e frutti a bacca nera e rossa. Completano l’aroma dolci note di vaniglia. Il sapore è secco, giustamente tannico e di gran corpo, con un retrogusto fruttato arricchito da note speziate.
L’hotel: fusione tra Francia e Italia
L'hotel Sofitel Rome Villa Borghese è stato recentemente ristrutturato dall’architetto Jean-Philippe Nuel, che ha dato vita ad un progetto di fusione tra la cultura francese e quella italiana, negli arredi e nell'accoglienza.
Nel piatto i prodotti e i sapori romani
L'offerta enogastronomica vuole offrire agli ospiti un racconto soprattutto della Città Eterna, delle sue bellezze ma anche dei suoi territori fatti di vigne e vini di qualità e di aziende artigianali che portano avanti la tradizione del territorio. Profumi e sapori sono sempre schietti e genuini, sapientemente uniti per valorizzare le proprietà e le caratteristiche di ciascun prodotto, fresco e selezionato, declinato in un menu semplice con pochi ingredienti e senza lunghe preparazioni.
«Far avvicinare i turisti stranieri alla cultura gastronomica italiana può non esser facile - dice lo chef Giuseppe D'Alessio- perché spesso sono abituati a sapori molto differenti perché la cucina italiana all’estero viene modificata secondo le esigenze locali. Il nostro compito è proprio quello di raccontare ai nostri clienti la storia dei nostri prodotti, guidandoli attraverso il gusto. Perché la storia di un popolo passa anche attraverso il cibo».


