Pizzeria Basilicò
A Messina l’abbraccio fra pizza contemporanea e cucina stellata
Alla Pizzeria Basilicò di Santa Margherita, Andrea Pellegrino e Giuseppe Raciti hanno costruito un percorso a 4 mani tra impasti in tre cotture, piatti iconici e abbinamenti studiati, davanti a una sala gremita
Un dialogo tra colori, profumi e sapori, concreto e apprezzato. Ed è ciò che conta veramente: che il pubblico apprezzi, che la clientela resti soddisfatta e che uno sposalizio così affascinante in cucina sia soprattutto buono. E quello che stiamo raccontando è stato talmente buono, alla sua prima edizione lo scorso dicembre, che la sera del 4 febbraio è stato replicato con altrettanto successo. Scriviamo di “Stelle e spicchi”, dal sottotitolo significativo: “The Return”, con lo scenario, ancora una volta, di Pizzeria Basilicò (premiata con due Spicchi del Gambero Rosso), a Santa Margherita, sul tratto di litorale messinese.
Basilicò, tra forno e sala: il lavoro dei fratelli Pellegrino
Il locale è un punto di riferimento per la bontà in forno, per i lievitati fatti secondo regole ma anche fantasia, e con gli ingredienti che coronano le pizze e rivelano tutta la creatività del maestro Andrea Pellegrino, patron con il fratello Giovanni, votato invece alla sala e alla sommellerie. Anche per l’occasione di febbraio, le “stelle”, anzi la stella Michelin, l’ha messa una firma prestigiosa della cucina siciliana ed etnea: lo chef Giuseppe Raciti, executive di Zash, Country Boutique Hotel & Spa, a Riposto (Ct), alle pendici dell’Etna. Basilicò & friends ha attirato, dunque, l’attenzione. Cassa di risonanza i social, i passaparola e i racconti del primo evento. E il “tutto esaurito” ha condito anche il nuovo appuntamento, con un successo già annunciato dal menu.
L’apertura mediterranea e l’uovo iconico di Raciti
L’apertura classica del mondo della pizza, nel segno dei sapori mediterranei, è arrivata con Andrea Pellegrino che ha dato il “la” alla serata: Margherita con datterino rosso, completata con bocconcino di mozzarella e scaglie di Parmigiano Reggiano, accompagnata dal Prosecco Col Sandago.
L’ouverture del pizzaiolo ha fatto subito comprendere le tonalità vive della serata, a cui non è mancata, altrettanto veloce e tanto attesa, la prova per eccellenza del nostro Peppe Raciti: "Il mio uovo croccante", con gelsi rossi e provola dolce, cavallo di battaglia dello chef siciliano e piatto iconico di Zash. La morbidezza dell’oeuf etneo, dall’eleganza francese e dal cuore esplosivo come la lava, è stata servita assieme all’intenso Gewurztraminer di Mas dei Chini.
Ricordi di casa e omaggi al territorio
L’intesa gastronomica, a questo punto, si è spostata sul fronte dei ricordi, nel cassetto della memoria culinaria. La "Pizza come una pasta e patate", con patate, provola affumicata, guanciale e pecorino, è stata interpretata da Pellegrino come fosse il piatto delle nonne siciliane in chiave contemporanea, ed è stata tra le più apprezzate dell’evento: emozionante al palato, piacevole al risveglio dei ricordi d’infanzia della maggior parte di noi. Il Sofien di Tenute Navarra, Grillo e Chardonnay, ha accompagnato il sapore intenso di quest’opera da forno. E, se di tradizione si parlava, chef Raciti non si è certo sottratto al gioco. Per omaggiare i fratelli Pellegrino e lo stesso territorio della città dello Stretto, ha preparato "La mia pizzetta alla messinese", in doppia cottura (fritta e al forno), con sugo all’indivia riccia (in tre cotture), pomodorino confit, maionese all’acciuga e pepato fresco.
Succede esattamente questo, quando sono i professionisti della cucina a reinterpretare i sapori dei nostri territori. Ancora Tenute Navarra al calice, questa volta con Disiata, rosato da Frappato.
Il gran finale tra “Pizza Riserva” e dolcezza al rum
Il piacere enogastronomico è stato così un crescendo e la memoria dei sensi ha puntato ancora più su, al giungere della "Pizza Riserva" del maestro Pellegrino: in tre cotture, con impasto ai funghi porcini, farcita con caprino, porcini, crema di Parmigiano Reggiano 36 mesi e culatta, in abbinamento al sapore avvolgente del Frappato Calio di Cva Canicattì.
La conclusione dolce della serata, infine, è stata affidata alle mani abili dello chef Raciti, che ha realizzato la sua "Pizza Baba con rum Don Papa".
Impasto pan brioche bagnato con bagna al rum e farcito con riduzione di doppia panna montata, vaniglia, caramello di mela cola (riduzione montata con burro freddo) e torroncino di nocciole, in degustazione con il Passito di Pantelleria.


