nel torinese
Dal pane al bistrot: come Grano ha trasformato la panificazione in esperienza
Grano - Fornai in Fermento, nato a Santena e oggi anche a Torino, unisce panificazione tradizionale e innovazione. Pani a lunga conservazione, pizza d’autore, bistrot creativo e format esperienziali tra gusto e convivialità
Appena fuori dal casello di Santena (To), un’insegna cattura lo sguardo e invita a una sosta diversa dal solito: profuma di forno acceso e di idee in continua evoluzione. È Grano - Fornai in Fermento, nato nel 2018 dall’intuizione dei fratelli Piero e Monica Mosso. La loro missione? Riscoprire la panificazione di una volta e farla dialogare con l’oggi, tra rigore e creatività. «Siamo tradizionali e pazzi innovatori. Siamo fornai sempre in fermento», amano ripetere.
Grano, cereale al centro
Al centro di tutto, il cereale, in ogni sua sfumatura. Le farine piemontesi macinate a pietra e il lievito madre sono la base per pani di grande pezzatura, frutto di lunghe lievitazioni e di una ricerca maniacale sulla materia prima. Il risultato? Pane di Montagna, i pani piemontesi, quelli con grani siciliani e multicereali.
Alcuni portano nomi in dialetto, che raccontano storie di terra e radici: Toc ad bosc ("pezzo di legno"), Ancheuj ("oggi"), Fujot (dal tegame in terracotta) e persino Boia Fauss, il pane a nove cereali. Un pane che, proprio come accadeva per i prodotti rustici di una volta, garantisce una conservazione lunga, che arriva fino a sessanta giorni grazie a un particolare tipo di confezionamento.
A firmare l’arte bianca di Grano è Sergio Scovazzo, pluripremiato lievitista piemontese che ha fatto dei grandi lievitati e della pizza al piatto la sua cifra distintiva. La sua pizza si riconosce al primo assaggio: leggera, fragrante al morso e morbida al centro, nasce da un processo di 48 ore, con doppia fermentazione a base di biga e lievito madre e un’idratazione spinta fino all’80%.
Grano, dalla materia prima al bistrot
Col tempo, Grano è diventato anche bistrot, dove la giornata può iniziare con biscotti e croissant, proseguire con l'aperitivo e concludersi con una cena. In carta: focacce creative come la Lard-nad con lardo alle erbe, nocciole del Piemonte, miele di acaci, olio evo e rosmarino disidratato; tapas come la Croccante di Burro & Acciughe con alici di Cetara; burger serviti con contorno a scelta; insalate, fritti, primi piatti e secondi di carne.
Tra le proposte esperienziali, le Grano Experience, come la Condivisione (dal lunedì al venerdì, per tutto il tavolo) o La Scelta Giusta, con gin tonic preparato con il gin firmato Grano, realizzato con grano D-Rye. E ancora interessanti dessert come Pane e Olio, terra di pane di segale e cacao, pane raffermo al miele, crema Namelaka all’olio e zeste di lime.
Da bere, un grande tank all'ingresso ospita 5 ettolitri di birra proveniente dal birrificio di Induno Olona, affiancata da altre etichette selezionate, tra cui quelle del birrificio agricolo Kauss, ai piedi della Valle Varaita.
La richiesta dei clienti torinesi è stata ascoltata: dallo scorso novembre, anche San Salvario ha il suo Grano. Qui il format ricorda la panetteria di quartiere, ma l'offerta è quella costruita negli anni di ricerca a Santena. Un avamposto urbano dove fare colazione, pranzo o merenda con gli stessi pani che hanno reso famoso il marchio e che, con il loro profumo, sanno mettere tutti… in fermento. E per i non torinesi anche lo shop.


