dal 1963 a oggi
Le tante vite di Maddalena Prato da bar di quartiere a ristorante contemporaneo
Nel cuore della città toscana una formula da decenni in continua evoluzione. Oggi è un ristorante di successo che punta su carne e pesce in chiave contemporanea pur mantenendo l’antica passione per gli hamburger
È una storia che ha origine a inizio anni ’60 e interpreta il senso dell’accoglienza di Prato. Il 1 dicembre 1963, 62 anni fa, in pieno boom economico, la famiglia Cavicchi apre il Bar Maddalena. Con quella data si dà il via a un percorso in continua evoluzione. Così come le generazioni della famiglia che si alternano alla sua guida.
Maddalena Prato, le tappe di una crescita
Oggi siamo alla terza, interpretata dai fratelli Lorenzo e Nicolò Liboni. Anche il locale si è trasformato e da bar ha vestito i panni del ristorante indossando l’insegna Maddalena Prato. «Certo - racconta Lorenzo - il nonno ha aperto il bar, che ha prosperato con la formula classica fino al 1989, quando è stato messo a registro un importante cambio di rotta. Agli architetti Venturini e Giovannoni, quelli di Alessi tanto per intenderci, è stato affidato un restyling radicale. E un nuovo spirito dell’ospitalità è stato trasmesso a Prato».
Cosa è successo? Sale colorate, musica e hamburger che hanno fatto epoca. «Oggi con Maddalena Prato viviamo un’ulteriore tappa del nostro precorso in città - sottolinea Lorenzo Liboni - Siamo un ristorante da 80 coperti. Proponiamo una cucina contemporanea di carne e pesce con menu che alterniamo seguendo l’andamento stagionale. Abbiamo mantenuto comunque l’anima storica improntata alla paninoteca con una interessante declinazione di hamburger. Sono cresciuto con questi profumi e sapori. La passione di famiglia ha fatto il resto».
Maddalena Prato, il gusto della tradizione
Il menu è ricco e articolato. Molto apprezzati dalla clientela le Polpette di sedano alla Pratese e i Paccheri alla Trabaccolara con sugo di pesce e pomodoro. Tradizione in primo piano. «Tipicità che hanno in comune il ragù - annota Liboni - In quest’ambito andiamo sul sicuro da sempre scegliendo Cirio Alta Cucina. Per le polpette utilizziamo I Pelati, mentre con i paccheri il valore aggiunto è dato dai Datterini Gialli».
Grandi, corposi dall’elevata resa, I Pelati sono adatti a ogni preparazione. Non a caso sono il prodotto simbolo di Cirio Alta Cucina. I Datterini Gialli, che vantano polpa cremosa e sono tipica espressione di dolcezza, si rivelano ideali per le ricette che prediligono il pescato. L’esperienza di Maddalena Prato lo conferma.


