Ripartenze
A Roma riapre il Mercato Centrale con tante novità
Dopo un anno di fermo obbligato, causato dalla pandemia, alla Stazione Termini torna il polo enogastronomico capitolino che vedrà diversi nuovi punti vendita con tradizioni regionali italiane
Era un momento molto atteso dai gourmet romani quello della riapertura del Mercato Centrale della Stazione Termini, dopo quasi un anno di chiusura forzata a causa della pandemia. "Ci abbiamo messo il cuore, torneremo quando potremo di nuovo stare insieme" era stato il messaggio con cui il pubblico era stato informato del provvedimento di chiusura a tempo indeterminato. Ed oggi, a dimostrare l'entusiasmo dell'attesa ripresa, i romani, i viaggiatori e i turisti sono tornati intorno ai numerosi banchi del buon mangiare e del buon bere.
Alla cerimonia della riapertura sono intervenuti la sindaca di Roma Virginia Raggi, Sabrina Alfonsi presidente del Municipio 1 in cui rientra il Mercato di Via Giovanni Giolitti 36, nell'ala est della stazione capitolina e Alberto Baldan ad di Grandi Stazioni Retail. Insieme all'attore Pino Insegno, Umberto Montano, fondatore del Mercato e ideatore del format che comprende anche i Mercati di Firenze e Milano ha espresso la sua soddisfazione. «Finalmente - ha detto - riapriamo e torniamo al lavoro con la passione e l'ottimismo di sempre, ma stavolta siamo guidati anzitutto dalla prudenza in questa nuova stagione. La situazione pandemica ci impone di essere al fianco delle istituzioni attraverso il più scrupoloso rispetto delle regole che sono l'ingrediente principale per tornare a quella tanto agognata normalità che ci restituirà il sorriso, l'abbraccio e la gioia di stare insieme. Per noi è fondamentale perché questo è il luogo di elezione del cibo di qualità e dell'incontro di tante persone. Si continua ad avvertire forte il bisogno di unità e la nostra ripartenza deve quindi farsi anche occasione di condivisione e aggregazione».
La filosofia del Mercato
Questo mercato vuole essere una destinazione in cui il cibo e la cultura si incontrano, una piazza aperta da vivere e da condividere. Conta un indotto di circa 150 posti di lavoro, una rinnovata squadra di 20 artigiani del gusto per altrettante botteghe e un interessante palinsesto di eventi e nuovi servizi digitali. Il tutto affiancato da azioni di controllo e di sensibilizzazione necessarie a vivere l'esperienza. Fedele alla sua natura il mercato ospitato intorno alla storica marmorea Cappa Mazzoniana è molto più di un luogo dove fare la spesa e mangiare. «Una destinazione in cui cibo e cultura si incontrano che contribuisce alla rigenerazione urbana e crea aggregazione sociale - ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi - e un luogo come questo merita la maggiore attenzione da parte delle istituzioni».
Le new entry e i servizi a disposizione dei clienti
Molte le novità di questa nuova "era" del Mercato nella Stazione romana, la più importante del Paese con un traffico di 150 milioni di passeggeri l'anno e con una vasta area commerciale gestita da Grandi stazioni retail, la società italo francese di Gruppo Borletti e Fondo Antin. Hanno così ripreso la loro attività tutte le postazioni del gusto e qualche new entry come la storica gastronomia Ercoli fondata nel 1928, a cui è affidata la bottega Il vino al bicchiere con un’offerta variegata e tutta da scoprire, sia in bottiglia che alla mescita. Si presentano anche il maestro gelatiere altoatesino Günther Rohregger, con Il Gelato, Matteo Insegno e Fabio Sardella, con la bottega Il cornetto salato (e farcito con ripieni che si ispirano ai sughi tradizionali della cucina romana) e per gli appassionati di cibo orientale, e in particolar modo giapponese, tappa obbligata è la bottega di Akira Yoshida, maestro del ramen che proporrà ai clienti anche i suoi gyoza (ravioli giapponesi).
C'è anche la bottega di Andrea Orecchioni che omaggia pesce e territorio di provenienza, la Sardegna. Nasce inoltre a ottobre un nuovo progetto temporaneo: la Locanda di Stazione di Giovanni Alferini Bertugno dopo il rientro di Davide Scabin a Torino. Si tratta di un format ispirato alla cucina popolare. Completa l’offerta un cocktail bar vintage, curato dallo stesso Bertugno e dai fratelli Piccerillo. È un luogo da vivere tutti i giorni dell'anno dalle 8 a mezzanotte dove scegliere di sostare in attesa del treno, fermarsi a mangiare o girare tra le botteghe per fare la spesa. Si può partecipare a presentazioni o a incontri ed eventi in un luogo di scoperta aperto alla città in un dialogo costante con il tessuto urbano. I nuovi servizi digitali miglioreranno il servizio e partiranno da metà ottobre, come Zero fila e quelli che permetteranno di gustare le bontà degli artigiani ordinando comodamente on-line. Inoltre grazie alla partnership con Cosaporto.it, la startup tutta italiana che ha rivoluzionato il mondo del Delivery, con un semplice click sarà possibile ordinare le bontà delle botteghe e riceverle comodamente dove si vuole, oppure farle recapitare per fare un regalo.


