Pietro D’Agostino, noto giovane ma ormai affermatissimo chef-patron a Taormina di due ristoranti: La Capinera, una stella Michelin, e il Kisté Easy Gourmet, un risto-bistrot spigliato, informale ma altrettanto curato. Pietro è socio de Le Soste di Ulisse nonché consigliere dell’associazione Charming Italian Chef (Chic), è un entusiasta che non si limita a fare l’imprenditore e il cuoco ma è sempre in prima linea per la promozione del proprio territorio di origine. Nei suoi piatti gli ingredienti esprimono la loro storia e s’esaltano per la combinazione con cui la sua fantasia ha voluto proporli.

Pietro D’Agostino I quattro elementi in un menu unico L’estate stellata de La Capinera
Pietro D’Agostino


Nuovi piatti ispirati ai 4 elementi

Dopo oltre un anno di pandemia vissuta tra l’orto e i fornelli di casa riprende la vita gastronomica di Pietro D’Agostino, a livelli altissimi ne La Capinera.

I quattro elementi della vita: fuoco, aria, acqua e terra diventano per lo stellato del ristorante La Capinera di Taormina il paradigma attraverso il quale creare nove nuovi piatti che si aggiungono ai vecchi must in un menu che segna l’avvio dell’estate 2021.

Riaprire: una felicità immensa

«Aver riaperto la terrazza che si affaccia su questo scorcio della spiaggia di Spisone dopo un anno di lockdown e restrizioni– commenta lo chef stellato – mi ha dato una gioia incontenibile. Ho atteso questo momento con grande pazienza e ho approfittato di questo lungo periodo di riflessione per elaborare nuove pietanze, nuovi incontri di sapori».

Una cucina essenziale e contemporanea

La cucina di Pietro D’Agostino, stella Michelin da 16 anni, ha una forte impronta territoriale, legata ai cicli stagionali, in cui l’elemento “terra” si delinea sempre più come rifugio, appartenenza, radici. Ma è anche “liquida”, essenziale e contemporanea in un racconto dove il pesce è indubbiamente un caposaldo. Inaspettato, ma concreto, nei menu de La Capinera ci sono anche tanti piatti di carne, quelli in cui la potenza del “fuoco” viene domata da tecniche di cottura morbide e centrate. Infine, anche l’elemento della forza rinnovatrice, l’aria, si insinua nei fornelli dello chef. È intesa come connessione sostenibile con l’ambiente e come esperienza attraverso il viaggio e contaminazione con altre culture.

«È grazie ai viaggi che molti dei miei piatti fortemente isolani assumono una netta impronta internazionale e moderna – prosegue D’Agostino – trasformando ed evolvendo il mio modo di essere sostenibile per scelta».

Nove nuovi piatti in due menu

Così, sono nati nove piatti per questa stagione di “rinascita” post pandemia, inseriti in due proposte di menu degustazione. In Fuoco e Terra, composto da nove portate, ci sono gli agnolotti in salsa di crostacei, «Un vero e proprio must– sottolinea D’Agostino –che nella mia cucina ho scomposto e ricomposto mille volte, mettendo a nudo le materie prime, per un piatto riconoscibile in ogni suo singolo ingrediente, giocando con un po’ di creatività».

Agnolotti in salsa di crostacei I quattro elementi in un menu unico L’estate stellata de La Capinera
Agnolotti in salsa di crostacei



Un piatto che dai tradizionali spaghetti ai frutti di mare cui si ispira, inverte l’ordine dei fattori: la polpa di crostacei la ritroviamo all’interno della pasta, mentre all’esterno solo un leggero e gustoso condimento. Il tocco finale è dato dal finocchietto selvatico, presente come nella ricetta tradizionale, ma sotto altra consistenza, in un infuso essenziale, spruzzato a fine preparazione.

Nuova ricetta anche per i tagliolini neri tirati a mano con gambero rosso di Mazara, zucchine e ricci di mare. Qui il gioco dello chef è rappresentato dalle diverse consistenze degli ingredienti: la pasta, spessa e consistente incontra la morbidezza del gambero e la delicatezza dei ricci, entrambe avvolte dalla croccantezza della mollica “atturrata” cioè abbrustolita.

Il secondo menu Mare e Aria, è composto da 6 portate. «Amo cucinare il pesce, – commenta lo chef – la mia sfida è lasciare ogni singolo sapore inalterato al palato, mi piace giocare solo un po’ sugli abbinamenti con gli ortaggi, ma per il resto è un piatto schietto». Un filetto di pescato di fondale del giorno è un piatto straordinariamente semplice, condito con una salsa squisita alle nocciole e bieta, verdure croccanti e una chips di riso allo zafferano.

Filetto di pescato I quattro elementi in un menu unico L’estate stellata de La Capinera
Filetto di pescato


Obiettivo: cucinare consapevolmente

«Cucinare in maniera consapevole significa rispettare le materie prime, valorizzandole in ogni fase, dalla produzione alla conservazione fino alla loro trasformazione finale, attraverso un metodo di cottura ideale che ne conservi gusto e proprietà. La cottura è intesa come celebrazione di un ingrediente», conclude lo chef.

Seducente al gusto, dal tocco leggermente frivolo, è la nuova pietanza di calamari ripieni con pane, mortadella, pomodoro di salsa allo zafferano. E naturalmente, non possono mancare le novità anche nella carta dei dessert. Una vera prelibatezza è il nuovo semifreddo al torroncino croccante in salsa al cioccolato e rum.