Come rinascerà il settore dell’ospitalità? La ricetta di Relais & Châteaux
Pionieri dei viaggi più consapevoli, Relais & Châteaux rimarca i suoi valori: promozione del territorio e della sua cucina, esperienze autentiche, lontano dalle rotte del turismo di massa e rispettando l’ambiente
Come rinascerà il settore dell’ospitalità? Mentre si susseguono le riaperture in tutto il mondo, la famiglia Relais & Châteaux ha scelto il 12 maggio, giorno della sua nascita nel lontano 1954, come data simbolica per dare voce ai protagonisti del cambiamento all’interno dell’associazione. Attraverso le loro testimonianze, questi ambassador, che rappresentano il futuro del settore dell’ospitalità, hanno raccontato come il momento di difficoltà li abbia spinti a reinventarsi e l’emozione con cui si apprestano ad accogliere nuovamente gli ospiti nelle loro dimore.
Pionieri di un approccio al viaggio più consapevole
67 anni fa otto albergatori e chef francesi, uniti dagli stessi valori e ideali, firmarono l'atto di nascita di quella che oggi è la più prestigiosa associazione al mondo nel settore dell’ospitalità. Precursore dell'arte dello slow luxury travel, Relais & Châteaux riunisce donne e uomini che trasmettono la passione e l’amore per il loro territorio e ne promuovono la cultura e la cucina, offrendo agli ospiti l’opportunità unica di entrare in contatto con la comunità locale e impegnandosi attivamente nella salvaguardia e conservazione dell’ambiente. Da Tokyo a New York, dalla Provenza alle pianure del Montana passando per le isole dell'Oceania e la savana in Africa, ciascuna delle 580 dimore in oltre 60 paesi nel mondo è la testimonianza vivente delle tradizioni e dei valori della propria terra.In campo per la salvaguardia del pianeta
Nel corso degli anni gli associati hanno sostenuto importanti cause al fianco di Ong internazionali come Slow Food International ed Ethic Ocean per la salvaguardia del pianeta. Dal 2009, per esempio, gli chef di Relais & Châteaux hanno smesso di servire tonno rosso nei loro ristoranti per combattere la pesca intensiva e proteggere specie marine a rischio di estinzione, con un effetto positivo sulla numerosità della popolazione. Nel 2018 una petizione firmata dagli chef ha avuto un notevole peso anche sull’abolizione della pesca elettrica da parte dell’Unione Europea. Il loro impegno a favore della biodiversità locale e agroalimentare comprende anche la segnalazione di prodotti a rischio di estinzione, che salgono sull’Arca del Gusto di Slow Food, e la promozione dell’apicoltura: 89 dimore nel mondo allevano colonie di api e producono miele.La rinascita e gli effetti collaterali della pandemia
«Come tutti i grandi attori del settore, Relais & Châteaux ha saputo resistere alla più grande crisi che il mondo intero abbia mai affrontato, e in alcuni paesi purtroppo la situazione è ancora critica - commenta Philippe Gombert, Presidente Internazionale di Relais & Châteaux - Oggi la speranza rinasce, e la maggior parte delle nostre dimore si appresta a riaprire le porte. È l’alba di un mondo nuovo, diverso. La pandemia ci ha cambiato sotto molti punti di vista. Il desiderio di viaggiare non è mai stato così forte, ed è innegabile che sia un desiderio di viaggiare in modo diverso. Ora più che mai, i nostri ospiti sono alla ricerca di ciò che appartiene a Relais & Châteaux dalle sue origini: essere accompagnati alla scoperta del territorio e della sua cucina vivendo esperienze autentiche, lontano dalle rotte più battute dal turismo di massa e rispettando l’ambiente. All'inizio di maggio il numero di prenotazioni nei Relais & Châteaux per l'estate era già tornato ai livelli del 2019 in paesi come gli Stati Uniti e l'Inghilterra, dove alcune dimore sono già quasi al completo fino alla fine di ottobre».Investito in qualità
Mentre la pandemia ha colpito l'industria del turismo con un impatto senza precedenti, la pausa forzata ha spinto molti proprietari e manager di dimore associate a Relais & Châteaux a ripensare alla propria professione e ad alzare ulteriormente l’asticella della loro visione sull’ospitalità. In attesa che tutte le 50 dimore italiane riaprano ai viaggiatori domestici e da tutto il mondo nelle prossime settimane, tre appassionati maître de maison italiani raccontano il loro percorso e le sensazioni con cui si apprestano ad affrontare la stagione alle porte.
Viaggiatori alla ricerca di esperienze più autentiche
«È innegabile, la pandemia ci ha cambiati in una misura che conosceremo davvero solo con il passare del tempo – racconta Vito Cinque, vice presidente Europa Relais & Châteaux, proprietario e maître de maison del Relais & Châteaux Il San Pietro di Positano a Positano (Sa) - Ci sono tuttavia delle tendenze che già emergono con chiarezza, e chi ha saputo e potuto cogliere l’opportunità di ripensare alla propria attività ed investire sicuramente supererà in modo più agile la crisi. I nostri ospiti sono cambiati, e sono cambiati i criteri in base ai quali sceglieranno la meta della prossima vacanza: chi in passato era solito viaggiare oggi ne avverte maggiormente la mancanza e rifuggirà le situazioni artefatte a favore di esperienze più autentiche. C’è un’aumentata richiesta di turismo sostenibile e a bassa densità: noi, che siamo stati il primo albergo nel Sud Italia ad avere ottenuto una certificazione ambientale, rispondiamo a questa domanda riaffermando i valori che ci appartengono da ventuno anni e in questi mesi abbiamo fatto nuovi interventi in albergo per aumentare ulteriormente l’efficienza energetica, oltre ad offrire nuove esperienze ai nostri ospiti. Abbiamo affrontato con altrettanta attenzione il tema della digitalizzazione, e studiato soluzioni per rendere le informazioni utili durante il soggiorno attraverso la tecnologia, senza venire meno all’ospitalità calda, gentile ed immediata che ci contraddistingue».«Se penso al giorno della riapertura non posso negare di avere oltre all’entusiasmo anche un po’ di timore, e qui forse parla il ciclista che è in me, più che l’imprenditore – continua Vito Cinque - dopo un incidente importante e un lungo periodo di inattività si ha sempre paura a ritornare in sella. Tuttavia siamo pronti e non vediamo l’ora di farlo, e parlo al plurale perché in questi mesi la relazione con lo staff è stata essenziale: per prepararci a questo momento abbiamo investito tanto nella formazione del personale e abbiamo tenuto attiva buona parte dei nostri collaboratori. Abbiamo sempre guardato a Relais & Châteaux come a una famiglia, ma forse non avevamo mai toccato con mano la forza di questa parola, che oggi è una solida realtà. Anche nei momenti più difficili è stata un’incredibile fonte di confronto e ispirazione: abbiamo diviso gioie e dolori, sostenuto chi ne ha avuto più bisogno e fatto tesoro degli insegnamenti di colleghi che si sono trovati nel mondo ad affrontare le nostre stesse difficoltà».

