Green Pea di Torino riapre al pubblico puntando tutto sulla proposta food
A cominciare dallo stellato Casa Vicina. Tante le proposte anche per 100 Vini & Affini, vero e proprio laboratorio di ricerca, e Otium Pea Club dove la mixology è sostenibile grazie alla pluripremiata Carlotta Linzalata
Green Pea di Torino, il primo Green Retail Park al mondo dedicato al tema del rispetto e firmato da Oscar Farinetti, riapre al pubblico puntando sulla sua offerta di ristorazione, tutta improntata alla sostenibilità.
Lo stellato Casa Vicina
A cominciare dallo stellato Casa Vicina, fulcro e colonna portante di tutta la proposta gastronomica calda del progetto Green Pea. Il ristorante, di proprietà dell’omonima famiglia piemontese, ristoratori da oltre 100 anni e da ben 5 generazioni, si trova al terzo piano del building, sviluppandosi su una superficie di circa 300 metri quadri comprensivi della sala, del terrazzo e della cucina. La sala è strutturata su due aree: la principale con capienza di circa 50 posti e la sala privata RiVal da 20, adatta anche a ospitare showcooking privati.Tra cucina e design sostenibile
Protagonista dell’ambiente principale è la libreria a vista, che raccoglie diversi volumi a tema “green”. Al suo interno, inoltre, è esposto il quadro realizzato da Francesco Rubino appositamente per Green Pea. L’attenzione all’arte e al design si riflette sia nell’arredamento - i tavoli e le sedie sono firmati da importanti brand quali Fiam, Tonon, Riva 190, Vibieffe, Driade, brand in vendita al piano Home di Green Pea - sia nella inedita carta menu, un’opera realizzata appositamente dall’artista Ugo Nespolo in omaggio all’amicizia con i Vicina.Lo studio Arca, inoltre, ha curato parte degli allestimenti selezionando marchi di pregio direttamente impegnati nel tema della sostenibilità ambientalee attivi in progetti per implementare una produzione più green. I tendaggi, realizzati con il tessuto in pura lana Isadora e con lo jacquard Sound, sono dell’azienda Rubelli, mentre le tende tecniche da esterno di Pratic sono ricavate da materie prime rinnovabili certificate. Per la sala privata, l’ingresso, il guardaroba e gli antibagni è stata utilizzata la carta da parati firmata Jannelli & Volpi, che riproduce alcuni disegni di Leonardo.
Il dehor per l’estate
Ancor più apprezzabile con l’arrivo della bella stagione, inoltre, è a disposizione un dehors nel quale gli ospiti potranno accomodarsi apprezzando la vista sulla collina torinese. Anche per arredare questo spazio è stata selezionata un’azienda di pregio quale è Roda. Durante tutto l’anno, inoltre, sarà possibile osservare lo chef Claudio Vicina all’opera con la sua brigata, dal momento che la cucina, luogo creativo per eccellenza, è stata progettata “a vista” sulla sala principale.Verdure protagoniste
Quanto alla proposta food, predominano i piatti gourmet a base di verdure che meglio esprimono la visione green della cucina dello chef Claudio Vicina, ma non mancano pietanze a base di carne e pesce, che si distinguono per l’accurata scelta delle materie prime (tra i fornitori d’eccellenza si segnala la realtà cuneese de La Granda, che pratica allevamento da agricoltura simbiotica ed è anche un presidio Slow Food in riferimento alla tutela della carne di bovini di razza pura Piemontese), senza dimenticare i dolci di Anna Mastroianni.Gli ospiti di Casa Vicina potranno scegliere fra tre menu (alla carta, degustazione, gastronomico) per sperimentare diverse esperienze culinarie che spaziano dai piatti della tradizione piemontese ad alcune tipicità internazionali riviste in chiave contemporanea. Interessante anche la carta dei vini, che racchiude un’accurata selezione di proposte italiane e internazionali, curata da Stefano Vicina, Sommelier e Maître di Sala, con particolare attenzione per la scelta di vini biologici e in conversione. Le oltre 700 bottiglie sono esposte nella cantina a vista posizionata all’ingresso del ristorante.
100 Vini e Affini tra sostenibilità e innovazione
Innovazione, sostenibilità e sperimentazione sono invece le parole d’ordine su cui si basa la filosofia e, di conseguenza, l’offerta enogastronomica di 100 Vini e Affini, sempre al terzo piano del Green Retail Park torinese.Si tratta di un bistrot di nuova concezione, aperto dalla colazione fino al dopo cena, realizzato in collaborazione con Fontanafredda (che ha curato la selezione dei vini con particolare attenzione a quelli biologici e biodinamici) e l’insegna torinese Affini.
La più grande libreria italiana dedicata alla sostenibilità
500 metri quadri suddivisi tra un’ampia area interna, circondata dalla più grande libreria italiana dedicata alla sostenibilità, in collaborazione con Feltrinelli, e due aree esterne, rispettivamente una serra bioclimatica e una terrazza, a cui si aggiunge un’area fumatori. In totale conta oltre 150 posti a sedere e si contraddistingue per un’offerta eno-gastronomica “pop-sorprendente” e rispettosa dell’ambiente. Si tratta di un vero e proprio laboratorio di ricerca che punta ad aprire frontiere inesplorate nel campo della liquoristica, della birra, della miscelazione e della proposta gastronomica, attraverso la sinergia con intraprendenti realtà del territorio.Nuova linea di liquori
È il caso dello storico marchio “Distillerie Subalpine”, con cui Affini presenta una nuova linea di liquori e distillati d’ispirazione "home made", puntando sulla qualità e sulla naturalità degli ingredienti. Altrettanto degne di nota sono anche le collaborazioni con Lurisia, con Caffè Vergnano e con il birrificio artigianale Baladin. La partnership con Baladin si è concretizzata, tra l’altro, nella realizzazione di 6 distillati monovarietali di luppolo unici nel loro genere e creati apposta per 100 Vini e Affini. Un’altra grande novità di questa collaborazione è la Baladin organic craft beer, una lattina costruita con alluminio riciclato che, una volta consumata, potrà essere riutilizzata come bicchiere: un gadget utile e sostenibile da portare a casa come ricordo dell’esperienza vissuta.
La mixology di Otium Pea Club
La mixology è indubbiamente anche il punto di forza dell’offerta dell’Otium Pea Club, il rooftop panoramico di Green Pea in cui convivono armonicamente una piscina a sfioro con vista sulle Alpi, una spa, uno spazio eventi e un lounge bar. Qui è arrivata da poco la pluripremiata barlady Carlotta Linzalata, che prepara cocktail a… metro zero utilizzando come ingredienti anche le erbe aromatiche e gli agrumi che crescono proprio sulla sommità di Green Pea. In carta è disponibile anche una selezione di piatti di Casa Vicina declinati ad hoc per il bar.Gli allestimenti e la realizzazione degli arredi di diverse aree interne, tra cui l’isola bar di 100Vini&Affini / Caffè Vergnano e la zona bar all’Otium Pea Bar, sono frutto della progettazione di CostaGroup in collaborazione con Negozio Blu Architetti Associati.

