Il grande spavento sembra aver lasciato posto a una speranza: essere la prima località Covid free della Lombardia (e forse dell’intero Paese) ad accogliere i turisti non appena si potrà. A Viggiù, comune di 5.200 abitanti in provincia di Varese, intanto si preparano. «Invitiamo tutti a venire qui a trovarci quando sarà possibile. Abbiamo sempre eventi culturali ed estivi interessanti. Quest’anno, per esempio, abbiamo già programmato un mini festival pucciniano per i 100 anni dalla visita di Puccini a Viggiù, dove veniva per la caccia e ha composto una parte della Turandot», racconta il sindaco Emanuela Quintiglio.

Il centro di Viggiù Viggiù, dalla paura delle varianti al turismo
Il centro di Viggiù


Dalla paura alla speranza
L’entusiasmo della prima cittadina tradisce però il pericolo scampato. Presa per i capelli nel mezzo di un’ondata di variante covid, Viggiù è stato sottoposto a uno screening totale e alla successiva vaccinazione d’urgenza. «La prima dose è stata già somministrata a oltre tremila persone e possiamo dire che siamo oltre la soglia dell’immunità di gregge con circa il 73% della popolazione coperta dal siero», spiega Quintiglio.

Il vantaggio dell'immunità
Un vantaggio, quello dell’immunità, prima di tutto riservato ai cittadini di Viggiù – che per la cronaca non sono tutti pompieri (qui nel 1881  si formò il primo corpo di pompieri volontari celebrati da un'omonimo film nel 1949). I lavoratori frontalieri, infatti, hanno potuto tornare a circolare liberamente dall’altra parte della frontiera. Possibilità che diventa anche un biglietto da visita importante: «Immagino che un datore di lavoro svizzero si senta più garantito sapendo che il proprio lavoratore italiano è vaccinato», afferma Quintiglio.

Il sindaco di Viggiù, Emanuela Quintiglio Viggiù, dalla paura delle varianti al turismo
Il sindaco di Viggiù, Emanuela Quintiglio


Stessa cosa, di qua del confine, vale anche per gli esercizi commerciali. Al netto delle ultime disposizioni del ministero della Salute, negozi, bar, ristoranti e punti vendita al dettaglio possono tornare ad aprire le serrande, a far rivivere il piccolo centro. «D’altronde, come mi ha riferito giusto qualche giorno fa un commerciante, i punti vendita sono rimasti chiusi per un periodo lungo 216 giorni durante il 2020. Davvero tanti», ricorda Quintiglio.

Obiettivo: turismo covid-free
L’obiettivo, ora, è quello di prepararsi alla stagione estiva cercando di fare meglio della scorsa quando, impossibilitati i grandi spostamenti, molti lombardi hanno preso d’assalto le montagneche cingono Viggiù. «In alcuni giorni c’era più gente qui che sul lago», riporta Quintiglio. Al di là della montagna, però, le attrazioni non mancano.

Il paese varesino conta otto chiese (la principale è quella di Santo Stefano Protomartire), tre musei (una gipsoteca dedicata a Enrico Butti, il museo della scultura vigiuttese dell’Ottocento, quello degli artisti del Novecento e uno dedicato ai Picasass, ossia i cavatori di pietra) e la Villa Borromeo: l'edificio con pianta a "C" è aperto con un cortile rivolto verso via Roma e delimitato da un colonnato che, nella parte centrale, forma una sorta di esedra.