«I politici non ci ascoltano». E la trattoria sceglie di non servirli
La storica trattoria Da Burde a Firenze ha deciso che non servirà più i politici che si fermeranno a pranzo. Obiettivo: mettere in luce la situazione di emergenza dei ristoratori costretti a «limitazioni assurde»
Manca solo il cartello all’esterno della porta, ma il messaggio della trattoria Da Burde arriva forte e chiaro lo stesso: qui non si servono i politici. Almeno finché i ristoratori, una delle categorie più colpite dalla pandemia, non verrà ascoltata. E ristorata.
Le motivazioni della scelta
A Firenze, nelle vicinanze dell’aeroporto cittadino, la fiaschetteria Da Burde non sarà più il punto di incontro o la tappa gastronomica dei politici di turno. «Ci sono politici che ci cercano solo per mangiare, altri invece che cercano di risolvere i nostri problemi. Ma queste limitazioni, senza fare differenze, sono assurde. Tantissimi ristoranti si sono messi in regola e le statistiche dicono che i contagi non si prendono nei locali che rispettano le normative e che hanno investito in sicurezza», afferma a Italia Oggi Andrea e Paolo Gori, titolari della trattoria.
Insomma, se i politici fanno orecchie da mercante su questi temi, i ristoratori fiorentini hanno deciso di riservargli lo stesso trattamento. «Noi ristoratori siamo diventati inutili. Ci sentiamo dimenticati. Non si può aprire e chiudere da un giorno all’altro. Finché non ci ascoltano qui non li serviamo più», hanno proseguito i proprietari di Da Burde.
Paolo Gori, uno dei due titolare di Da Burde
Le motivazioni della scelta
A Firenze, nelle vicinanze dell’aeroporto cittadino, la fiaschetteria Da Burde non sarà più il punto di incontro o la tappa gastronomica dei politici di turno. «Ci sono politici che ci cercano solo per mangiare, altri invece che cercano di risolvere i nostri problemi. Ma queste limitazioni, senza fare differenze, sono assurde. Tantissimi ristoranti si sono messi in regola e le statistiche dicono che i contagi non si prendono nei locali che rispettano le normative e che hanno investito in sicurezza», afferma a Italia Oggi Andrea e Paolo Gori, titolari della trattoria.
Insomma, se i politici fanno orecchie da mercante su questi temi, i ristoratori fiorentini hanno deciso di riservargli lo stesso trattamento. «Noi ristoratori siamo diventati inutili. Ci sentiamo dimenticati. Non si può aprire e chiudere da un giorno all’altro. Finché non ci ascoltano qui non li serviamo più», hanno proseguito i proprietari di Da Burde.

