Terme di Saturnia, si riparte con 10 milioni di investimenti
Il centro termale riapre i battenti il 3 settembre con importanti ristrutturazioni messe in atto negli ultimi mesi per far fronte alla crisi generata dal covid. Il presidente non ha nascosto amarezza per i mancati aiuti
Hanno atteso più di tanti altri centri, ma tra poco più di una settimana anche le Terme di Saturnia riapriranno al pubblico. Lo faranno il 3 settembre con un piano di investimenti che non guarda in faccia alla crisi epocale dell’industria alberghiera termale perché sul piatto sono stati messi 10 milioni di euro per il rinnovamento delle strutture.

Una scelta coraggiosa che ha previsto di concentrare in pochi mesi i progetti pensati per il prossimo triennio. «Una decisione molto sofferta - ha spiegato al Sole 24 Ore Massimo Caputi, presidente della società -. Contavamo su un maggiore supporto del Governo per l’intero settore del turismo ma purtroppo i nuovi investimenti sono agevolati con il credito di imposta solo fino a 200mila euro. Una cifra ridicola».
Saturnia fa riferimento al mercato alberghiero premium che, secondo gli analisti, subirà le conseguenze del covid anche nel 2021 con una leggera ripresa che comparirà solo nel 2022 per poi tornare ai livelli 2019 l’anno successivo.
Ecco perché l’investimento delle terme fa tanta eccezione soprattutto se si considera che i fatturati 2020 sono in media crollati del 55% rispetto all’anno scorso e gli investimenti sono destinati all’adeguamento delle strutture per rispettare le linee guida covid.
La stagione nuova delle Terme di Saturnia si aprirà con l’inserimento del brand tra i Marchi storici italiani; il resort accogliere in media 50mila presenze l’anno, il Parco termale (aperto a metà giugno) si aggira attorno alle 100mila mentre il Club benessere arriva a 12mila presenze.
I cantieri sono stati serrati negli ultimi mesi: tra marzo e giugno si è intervenuti sul Parco termale rifacendo gli spazi degli spogliatoi e della sauna. Il resort invece è stato oggetto di lavori tra giugno ed agosto con interventi sul numero delle camere, passato da 140 a 124. Per l’anno prossimo è prevista l’implementazione di un polo medico innovativo con un partner medico-scientifico di fama internazionale.

Terme di Saturnia
Una scelta coraggiosa che ha previsto di concentrare in pochi mesi i progetti pensati per il prossimo triennio. «Una decisione molto sofferta - ha spiegato al Sole 24 Ore Massimo Caputi, presidente della società -. Contavamo su un maggiore supporto del Governo per l’intero settore del turismo ma purtroppo i nuovi investimenti sono agevolati con il credito di imposta solo fino a 200mila euro. Una cifra ridicola».
Saturnia fa riferimento al mercato alberghiero premium che, secondo gli analisti, subirà le conseguenze del covid anche nel 2021 con una leggera ripresa che comparirà solo nel 2022 per poi tornare ai livelli 2019 l’anno successivo.
Ecco perché l’investimento delle terme fa tanta eccezione soprattutto se si considera che i fatturati 2020 sono in media crollati del 55% rispetto all’anno scorso e gli investimenti sono destinati all’adeguamento delle strutture per rispettare le linee guida covid.
La stagione nuova delle Terme di Saturnia si aprirà con l’inserimento del brand tra i Marchi storici italiani; il resort accogliere in media 50mila presenze l’anno, il Parco termale (aperto a metà giugno) si aggira attorno alle 100mila mentre il Club benessere arriva a 12mila presenze.
I cantieri sono stati serrati negli ultimi mesi: tra marzo e giugno si è intervenuti sul Parco termale rifacendo gli spazi degli spogliatoi e della sauna. Il resort invece è stato oggetto di lavori tra giugno ed agosto con interventi sul numero delle camere, passato da 140 a 124. Per l’anno prossimo è prevista l’implementazione di un polo medico innovativo con un partner medico-scientifico di fama internazionale.

