Il riutilizzo nel tempo di superfici e volumetrie, mutevoli le esigenze e subentranti le destinazioni d’uso, è abitudine che plasma la storia dei tessuti urbani e delle costruzioni. Il moderno approccio alle sale cinematografiche, con la benedetta proibizione del fumo e con la civilissima abitudine (talvolta supportata da esplicito divieto) di non entrare in sala a proiezione in corso, ridisegna la valenza del glorioso foyer.

(Ristorazione ed entertainment La combo vincente da Basilico)
Spaghetto alla carbonero

La presenza nei centri commerciali di punti di ristoro che hanno un buon standing qualitativo sta diventando fenomeno virtuosamente solido e sta a testimoniare quanto pervasivo sia il food, quanto gradito dall’utenza, anche in spazi non esclusivamente ad esso dedicati.

Orbene, il combinato dei due fattori, prodigiosa l’intuizione imprenditoriale di Maurizio Mastellone, generò nell’autunno del 2017 l’apertura di Basilico nel foyer del cinema Armida, il cinema storico di Sorrento, di proprietà da sempre della famiglia Mastellone. Policromia allegra, tavoli e sedie ad irrorare sul nascere atmosfera gaia. Abile la mano dell’architetto Antonino Aprea. Al Basilico ci si va indipendentemente dal voler vedere il film. Basilico ha ampiamente conseguito in questi 18 mesi una sua meritata autonomia funzionale.

Simpatico ed efficace, in quanto immediatamente esplicativo dell’offerta, il sottotitolo del menu: pizza - pasta - cuoppo. Il cuoppo è carta involtolata tale da assumere sembianza di cono e in essa il prode friggitore inserisce delizie che ben calde giungono a tavola ed agevolano l’innesco della conviviale allegria. Menu ben fatto e ben fatta la versione in lingua inglese, la cui assenza sarebbe qui inconcepibile. Come poco attrattive sarebbero fasce orarie di apertura di ristoranti tradizionali. Qui si tende all’Aao ovvero Almost always open e pertanto Basilico è aperto dalle 11 alle 23.

(Ristorazione ed entertainment La combo vincente da Basilico)
Cuoppo cetarese

Ed è con il delizioso Cuoppo cetarese che si comincia. Che bontà: polpette croccanti di tonno di Cetara e patate, prismi con alici di Cetara, polvere di limone bio di Sorrento, anelli di cipolla ramata di Montoro. Tutto quanto è conserva ittica proveniente dall’azienda Iasa, ubicata nel salernitano, che quest’anno celebra i suoi primi 50 anni di attività.

Nei calici, frizzante di suo, un gagliardo Gragnano. A spicchi giunge in tavola, graditissima, la pizza Cetarese, a proseguire in contiguità di sapori quanto così ghiottamente espresso dal cuoppo. Costituisce topping della Cetarese, il pomodoro di collina, l’origano, le alici di Cetara, i capperi di Salina, le olive caiazzane ed il basilico. Molti degli ingredienti sono Presìdi Slow Food. Il bravissimo direttore di sala è Giovanni Casola.

Di grande bontà anche i primi piatti di pasta, e difatti ci si predispone a degustarne due: lo Spaghetto alla carbonero e lo Spaghetto Acop. Lo Spaghetto alla carbonero è con uovo, guanciale di suino nero di razza casertana e Provolone del Monaco Dop. Lo spaghetto Acop ha nell’acronimo svelati i suoi ingredienti: aglio, colatura di alici di Cetara, olio extravergine di oliva, peperoncino. Simpatico il gioco fonetico: in dialetto Acop sta per “mettere sopra” da intendersi dare primato in graduatoria di bontà. Squisiti i dolci ed il liquori, alcuni dei quali fatti dal famoso Sal De Riso di Maiori.

Basilico, non solo lo si intuisce, ma il patron Maurizio Mastellone ce lo comunica palesemente, è pietra angolare di un format replicabile in altri luoghi vocati all’entertainment, a suggello di quanto vero è che le proposte di buon cibo incontrano e soddisfano una domanda che c’è e che è in crescita.

Per informazioni: basilicoitalia.it